Ronaldinho: la nuova era
Matteo Calcagni
"Ronaldinho non può fare il trequartista...", "Il brasiliano da il meglio sulla sinistra...", "Il Gaucho non ha più lo spunto per giocare dietro le punte...". Questi sono solo alcuni dei commenti che, durante il suo trascorso al Milan, sono stati etichettati al trentenne di Porto Alegre, spesso considerato un semplice funambulo della fascia mancina. Allegri che ad Amsterdam ha rispolverato le due punte con un trequartista, ha osservato un notevole miglioramento del gioco offensivo e di inserimenti da parte della seconda punta (in questo caso Robinho). Ronaldinho, che in Olanda ha visto la gara dalla panchina, è stato proposto proprio in quel ruolo tanto discusso nella difficile trasferta del Tardini.
L'ex Barcellona, a dispetto degli scettici, ha disputato una gran prestazione, risultando molto più pericoloso in fase offensiva e, di riflesso, anche importante in copertura, bloccando o rallentando con costanza le ripartenze parmensi. Allegri ha dichiarato che il rombo non sarà una costante ma, almeno da quanto osservato nelle ultime uscite, si sono osservati notevoli miglioramenti in tutto l'insieme rossonero: spicca anche un notevole salto di qualità per la seconda punta che, a differenza del 4-3-3, non è costretta a giocare larghissima e quasi sempre lontana dalla fase realizzativa. Per il Gaucho e, parallelamente per il gioco del Milan, potrebbe essere la vera svolta: una nuova era che consentirebbe un notevole "upgrade" di gioco e di prestazioni.


