Amelia e la vita turbolenta dei numeri 1 rossoneri
Matteo Calcagni
In estate, quando il Milan ha ingaggiato Marco Amelia, si è spesso discusso sulla presunta rivalità con Christian Abbiati e, parallelamente, sulla futura lotta per la maglia da titolare nel Milan. Allegri, nonostante le buone prove offerte dall'ex Genoa, ha preferito affidarsi all'esperienza, offrendo le "chiavi" della porta rossonera al trentatreenne di Abbiategrasso. Il ventottenne romano, metaforicamente, si è seduto alla riva del fiume, attendendo che l'"avversario" fosse trascinato dalla corrente. Abbiati, sempre sfortunatissimo a livello di infortuni, si è bloccato per una sospetta lesione all'adduttore che, con ottima probabilità, lo terrà fuori dal terreno di gioco per almeno un mese. Un vero peccato, soprattutto dopo le ultime prestazioni assolutamente convincenti del portiere italiano che, dopo le incertezze di Cesena, si era ripreso alla grande con parate precise e uscite coraggiose.
Ora è il turno di Amelia, il numero 2 con la maglia numero 1: il portierone ex Campione del Mondo dovrebbe giocare il big match al Bernabeu contro il Real Madrid. Si presenterà una sorta di situazione parallela con lo scorso anno, quando Storari si fece male proprio tre giorni prima della sfida alle Merengues, imitando Higuita in allenamento e, in un modo o nell'altro, lanciando Nelson Dida verso la conquista dei pali del Diavolo. Il portiere brasiliano, bisogna ammetterlo, non andò granchè bene in Spagna, con la famosa papera su Raul: tuttavia, già nelle gare successive, si superò in più di un'occasione, come la grande parata in Chievo-Milan, decisiva per la conquista dei tre punti in terra veronese. Ci si augura, riferendosi ad Amelia, che le sue prestazioni possano imitare esclusivamente i miracoli del predecessore verdeoro, magari con due vittorie proprio contro il Chievo in casa e a Madrid contro il Real di Mourinho.


