Kakà-Milan si può fare
Andrea Longoni
“Impossible is nothing” così recita lo slogan dello sponsor tecnico rossonero. “Niente è impossibile”, il mercato estivo milanista lo ha dimostrato, il prossimo invernale potrebbe addirittura andare oltre: rivedere Ricardo Kakà con la maglia del Milan, e non per l’addio al calcio di un ex compagno o per un amarcord di vecchie glorie, non è più utopia. La pazza idea ha iniziato a prendere forma nella mente di Galliani lo scorso settembre: Tronchetti Provera prima e Moratti poi strizzano l’occhio al possibile approdo del brasiliano in nerazzurro, l’ad rossonero drizza le antenne, trova conferme nell’amico Florentino Perez e, sul tema, ha un confronto telefonico con Berlusconi. Per lui un ritorno di Ricky sull’altra sponda del naviglio costerebbe terribilmente in termini di immagini e consensi, proprio in un periodo particolare per la politica del Paese. Un ritorno a Milanello, invece, significherebbe riconciliazione anche con i milanisti che non lo hanno mai perdonato per la cessione dell’ex numero 22. Da qui i primi sondaggi con il club madridista e con l’entourage del giocatore che subito si dichiara pronto a tornare.
Mou non lo vede, a lui, pentito di essersene andato, manca tanto il Milan. Operazione difficile ma, appunto, non impossibile: si tratta per il prestito gratuito con riscatto obbligatorio a giugno, ma a condizione che Ronaldinho lasci Milano tra due mesi. Possibilità quest’ultima tutt’altro che remota visto che il rinnovo per lui tarda ad arrivare e Allegri ne farebbe volentieri a meno. Per molti il ritorno di Kakà al Milan avrebbe il sapore di una minestra riscaldata stile Sheva, per altri il fascino di un romantico ritorno a casa del proprio amato, ripensando a quelle parole del primo giorno a Madrid, con il Milan sempre nel cuore. “Se un giorno tornerò? Magari, non si sa mai”.


