Ronaldinho e il fantasma di Kakà
Matteo Calcagni
Kakà sì, Kakà no, Kakà forse. Il popolo rossonero, alla luce delle ultime indiscrezioni di mercato, si interroga sulla bontà o meno di un possibile ritorno di Ricardo al Diavolo. In mezzo a tutti i rumours inerenti all'ex Pallone d'Oro resta Ronaldinho: il Gaucho, su cui si continua a parlare di rinnovo difficile ed intricato, sarebbe il candidato numero uno per far spazio al più prestigioso dei fratelli Leite. Il numero 80, che a Parma ha dimostrato di poter giostrare con caparbietà anche dietro le punte, si trova dunque in un limbo di difficile comprensione: tra un Milan assolutamente competitivo e le presunte pretese di rinnovo, si fa strada il fantasma di Ricardo Kakà, incombente, secondo la stampa, quasi come una spada di Damocle.
Diversi sostenitori rossoneri, forse offuscati dai ricordi del "vecchio" numero 22, stanno accogliendo con gioia il possibile "scambio" tra connazionali, desiderosi di riabbracciare "il bambino d'oro" che tanto ha vinto e contribuito alla causa del Diavolo. Quello che, probabilmente, sta sfuggendo di mano, è la cognizione delle condizioni attuali dei due giocatori: da una parte Ronaldinho, nonostante non sia un velocista o un corridore nato, garantisce una tenuta fisica di tutto rispetto, difficilmente bloccato per infortunio durante l'anno; dall'altra Kakà, che senz'altro faceva della corsa ed esplosività il suo marchio di fabbrica, è ormai falcidiato da tempo a causa di problemi muscolari e articolari (guai che, considerando le caratteristiche del brasiliano, ne precludono in maniera considerevole le qualità). A prescindere dai prezzi folli emersi nelle ultime ore (30 milioni di euro, ad oggi, sono una reale follia per Kakà, considerando quanto è stato pagato un Ibrahimovic sano come un pesce), il salto Dinho-Kakà non sembra così vantaggioso come molti tendono a dipingere: se proprio ci fosse la necessità di privarsi dell'ex Barcellona, meglio sostituirlo con un giocatore più giovane, magari andando a pescare nel Santos, dove talenti cristallini come Ganso e Neymar aspettano la chiamata europea. Giusto guardare al passato con ammirazione e adorazione, ma al momento il fantasma di Kakà non può, e non deve, condizionare le scelte presenti, e future, di questo Milan che sembra aver ripreso la strada idonea verso il successo.


