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IL MILAN FRENA ANCHE IN EUROPA

autore
Davide Bin
per Milannews.it
giovedì 18 dicembre 2008, 01:00Vista dalla Curva
autore Davide Bin
18.12.2008 01:00Vista dalla Curva

Silenzio all'inizio, fischi alla fine; un altro risultato negativo, un'altra prestazione con più ombre che luci, un altro obiettivo, seppur marginale, fallito; il Milan pareggia 2-2 con il Wolfsburg, in uno stadio pressochè deserto anche per la protesta della Curva Sud, finisce al secondo posto nel girone di Coppa UEFA e ora troverà nel sorteggio di venerdì a Nyon una delle "retrocesse" dalla Champions League. Nessun dramma, ovviamente, ma se questa doveva essere un'occasione per ripartite e riscattarsi dopo la batosta di Torino si può tranquillamente dire che l'occasione sia stata sprecata. Le maggiori preoccupazioni, però, derivano non tanto dal pareggio e dal conseguente secondo posto nel girone, quanto dalla sgradevole sensazione che questa squadra non abbia più un gioco, che la condizione fisica dei giocatori sia scadente e che molti fatichino ormai a trovare le giuste motivazioni in troppe occasioni. I tanti infortuni sono una scusante ma non devono diventare un alibi, anche perchè alcuni potrebbero essere proprio frutto di una condizione atletica precaria e, in ogni caso, quando si dice che è utile avere una rosa numerosa e di qualità è proprio per affrontare al meglio questa emergenze, mentre ora Ancelotti avrà i suoi bei problemi per schierare una formazione affidabile domenica prossima contro l'Udinese. Il Milan visto contro il Wolfsburg ha mostrato tutti i limiti già noti ormai da tempo: una manovra troppo lenta e prevedibile, una difesa impresentabile, un attacco che si affida troppo agli spunti dei singoli. Il Wolfsburg torna a casa con un punto e il primato nel girone, il Milan deve meditare su un'altra prestazione al di sotto delle aspettative e cercare di trovare al più presto una soluzione alla crisi di gioco e risultati, ma anche ai troppi infortuni che stanno falcidiando la rosa.

Serata fredda e umida, stadio desolatamente vuoto e curva deserta: l'ambiente a San Siro è davvero deprimente e questa volta dire che ci sono più tifosi ospiti che rossoneri non è solo una battuta ma una triste realtà; i paganti sono circa 5000, ma molti non seguiranno la partita, lasciando la curva vuota; il motivo è presto spiegato e prende origine dall'ennesima promessa non mantenuta della società rossonera: in estate era stato detto che sottoscrivere la famosa tessera "Cuore rossonero" avrebbe permesso ai tifosi più fedeli di avere delle agevolazioni al momento dell'acquisto dei biglietti di partite importanti, in cui la disponibilità di biglietti è inferiore alla richiesta; in teoria assistere dal vivo a più partite possibile, avrebbe dovuto garantire il prezioso tagliando per sfide da "tutto esaurito", ma in pratica non è così, almeno in occasione di Juventus-Milan; molti tifosi non sono riusciti ad acquistare i biglietti per la partita di domenica scorsa e parlo di gente che è stata a Palermo, Reggio Calabria, Portsmouth o Heerenveen, tanto per citare alcune trasferte lontane e disagevoli e ciò non è sembrato giusto ai tifosi più fedeli, che hanno deciso di protestare lasciando la curva vuota e addobbandola solo con striscioni polemici. A proposito di promesse non mantenute, vorrei far notare anche un grottesco caso di "discriminazione settoriale", inventato dalla società rossonera proprio in occasione di questo Milan-Wolfsburg; nel patetico tentativo di attirare qualche persona in più allo stadio era stata messa in atto la lodevole iniziativa di far pagare il biglietto 2 Euro agli under 16, agli over 65 e a tutte le donne, promettendo anche che chi fra gli appartenenti a queste categorie avesse già acquistato il biglietto in prevendita a prezzo pieno sarebbe stato rimborsato alle biglietterie dello stadio, presso uno sportello dedicato a questo scopo; ebbene, mi sono presentato con la mia "dolce metà" in biglietteria, ma dello sportello "dedicato" nemmeno l'ombra e del rimborso idem, perchè a quanto pare al Milan non conoscono bene l'italiano e l'espressione "tutte le donne" la traducono "solo quelle che vanno nei settori che vogliamo noi e per chi frequenta il secondo anello blu il prezzo rimane invariato". Ovviamente non dico questo per i sette Euro in più o in meno, ma per la sgradevole sensazione di essere stati presi in giro e "discriminati" solo perchè si frequenta il "ghetto" della curva e con l'aggravante che si è sempre presenti anche in queste occasioni in cui la stragrande maggioranza dei tifosi rimane a casa. Ormai il Milan rischia di diventare la società delle promesse non mantenute, in campo ("Il primo obiettivo di questa stagione è lo scudetto") e nei rapporti con i tifosi; speriamo che il 2009 ci porti in dote qualcosa di buono anche sotto questo punto di vista.

Tornando all'aspetto tecnico, Ancelotti schiera l'ennesima formazione rimaneggiata, per colpa delle tante assenze: in porta c'è Dida, ormai portiere di coppa; la difesa è composta da Antonini, Senderos, Favalli e Jankulovski; a centrocampo ci sono Zambrotta, Ambrosini, Pirlo e Seedorf, mentre le due punte sono Shevchenko e Inzaghi. Dopo soli tre minuti di gioco, lo svizzero Senderos è già costretto a chiedere la sostituzione per colpa del classico "colpo della strega"; si tratta dell'ennesimo infortunio in pochi mesi di permanenza al Milan e forse si comincia a capire perchè l'Arsenal se ne sia disfato senza pensarci troppo. Al suo posto entra Kaladze e intanto il Milan prova a rendersi pericoloso, perchè per ottenere il primo posto nel girone è necessario vincere. Shevchenko imbecca Inzaghi, ma il suo colpo di testa è debole, però allo scoccare del quarto d'ora il gol arriva, con una perentoria incornata di Ambrosini su calcio d'angolo di Seedorf. A questo punto il Milan rallenta il ritmo, il Wolsburg prende coraggio e la traversa colpita Dzeko fa capire che anche questa sera ci sarà da soffrire, perchè la difesa traballa pericolosamente e anche Dida, dopo la strepitosa prestazione contro la Lazio, sembra tornato incerto quando c'è da bloccare il pallone. Inzaghi si dà molto da fare alla ricerca del gol n° 66 per staccare nuovamente Raul in testa alla classifica degli eurocannonieri, ma si fa pescare spesso in fuorigioco, litiga con il pallone quando si tratta di agganciarlo e controllarlo e non è preciso nelle conclusioni.

Nella ripresa Ancelotti manda in campo Pato al posto di Pirlo, vittima di un fastidio muscolare e, quindi, cambia lo schema, con una punta in più e un centrocampista in meno; con la squadra in vantaggio di un gol sembra una scelta senza senso, ma questo "passa il convento", ovvero la sguarnita panchina rossonera in cui non ci sono centrocampisti se non quelli giovani della Primavera. La sfida si infiamma intorno al decimo minuto, quando il Wolfsburg trova il pareggio con un tiro violento di Zaccardo da pochi metri che si insacca con la complicità di Dida (la palla gli passa sotto il corpo) e il Milan risponde immediatamente trovando il gol del nuovo vantaggio con Pato, che sfrutta un passaggio illuminante di Shevchenko e l'ennesimo controllo sbagliato di Inzaghi che si trasforma in assist. Il Milan prova a controllare la partita ma, evidentemente, gestire un risultato positivo non è facile in questo momento della stagione; inoltre la sfortuna continua ad accanirsi sugli uomini di Ancelotti e Kaladze prende una brutta botta in testa in un contrasto aereo ed è costretto a tornare in campo con una fasciatura a turbante e un po' intontito, al punto che sbaglia qualche intervento in chiusura e spalanca la via verso la porta agli attaccanti tedeschi: Saglik si ritrova solo davanti a Dida ma non angola il colpo di testa e lo consegna fra le braccia del portiere; poi uno svarione difensivo viene salvato da Dida che devia in angolo la conclusione sottomisura, ma poi il portiere non può nulla sulla maligna deviazione di Saglik su tiro dalla distanza di Krzynowek e, così, il Wolfsburg raggiunge per la seconda volta il pareggio. Il Milan non ne ha più, lo stesso Inzaghi si rassegna a chiudere il 2008 alla pari con Raul, visto che anche quando fa tutto bene il portiere Benaglio gli nega il gol e lo fa disperare e, alla fine, i rossoneri rischiano anche la sconfitta ma Dida compie un miracolo sulla deviazione di tacco di Dzeko.

La sconfitta sarebbe stata sinceramente una punizione troppo severa per questo Milan, ma anche il pareggio serve a poco: niente riscatto dopo Torino, niente primo posto nel girone e niente gol di Inzaghi che lo avrebbe issato in vetta alla classifica degli eurobomber; una serata deludente sotto tutti i punti di vista, quindi anche l'ultima esibizione europea del 2008 è in linea con le altre di un anno solare con poche soddisfazioni nelle competizioni internazionali. Difficile giudicare la prestazione di una formazione rimaneggiata, con elementi fuori ruolo (Zambrotta centrocampista) e con schemi inusuali e poco conosciuti e praticati (ad esempio le tre punte nel secondo tempo). Le attenuanti ci sono e nessuno le nega, ma anche i poblemi sono evidenti e gravi e bisognerà cercare di risolverli se non si vuole che la stagione prenda una brutta piega, diventando tristemente simile a quella scorsa in cui il rendimento in campionato e coppa è stato inferiore alle attese. Una notte europea deprimente sotto molti aspetti e che è meglio archiviare in fretta, nella speranza di rivedere presto un Milan con tutti (o quasi) i suoi migliori giocatori in campo, possibilmente in buone condizioni fisiche e di forma e in grado di mostrarci spettacolo e grandi giocate e, soprattutto, di vincere le partite come sognavamo in estate, perchè sinceramente siamo un po' stufi di promesse non mantenute!

per Milannews.it

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