Bosco Leite in sede, Galliani a Los Angeles: componiamo il puzzle
Salvatore Trovato
Prima il "No grazie" rifilato gentilmente all'Inter di Moratti, poi il "Forza Milan" pubblicato su Twitter, in mezzo, ad arricchire il quadro, il controverso rapporto con il neo tecnico dei Blancos, Josè Mourinho, che non lo ritiene affatto indispensabile. La vicenda Kakà, in soldoni, ruota proprio attorno a questi punti, più o meno certi. Le voci di un suo possibile ritorno al Milan accendono gli animi, salgono in cattedra, riempiono le prime pagine dei giornali, stuzzicano l'attenzione anche dei media esteri (secondo il Mundo Deportivo, ad esempio, il brasiliano, nelle poche partite disputate con il Real, non ha mai convinto). Ci sono poi le scappatine in via Turati (confermate da Ariedo Braida) di Bosco Leite, padre-procuratore dell'asso brasiliano, giusto così per acuire ulteriormente il sospetto. E se fosse proprio lui - a detta di molti, uno dei principali fautori di quel trasferimento al Real - il promotore di un clamoroso ritorno a Milano dell'ex numero ventidue? Insomma, se è vero, come dicono, che di indizi ne bastano due, al massimo tre, per fare una prova, qui di tracce ne abbiamo già a sufficienza per risolvere addirittura il caso.
E non finisce qui: l'eventuale trattativa Kakà, gravita, inevitabilmente, intorno al nome di Ronaldinho: se arriva Ricky, parte Ronnie, non ci sono altre vie d'uscita. E, anche in questo caso, come da copione, la news che alza l'ennesimo polverone non tarda ad arrivare: secondo le ultime indiscrezioni, infatti, Adriano Galliani si troverebbe da due giorni a Los Angeles, ufficialmente in vacanza, per molti, invece, seduto al tavolo delle trattative con i dirigenti dei Galaxy. Francamente, se tanto ci da tanto, l'amministratore delegato rossonero, per il suo periodo di relax, non avrebbe potuto scegliere posto migliore, anzi, peggiore: questa strana meta a stelle e strisce, infatti, non fa altro che alimentare ancor di più le voci sul possibile addio, già a gennaio, del Gaucho, e un dirigente sempre attento alla comunicazione come Galliani, non avrebbe mai commesso un errore così grossolano, considerando soprattutto che, dopo tante parole spese, la scadenza del contratto dell'ex Barça recita ancora "giugno 2011". Il quadro della situazione, dunque, è ricco di molti punti interrogativi, ma anche di piccoli segnali e tasselli che iniziano ad incastrarsi a meraviglia, per un mosaico ancora tutto da comporre ma che, oggi più che mai, appare realizzabile.


