Milan, lascia stare il cuore: usa la testa
Salvatore Trovato
David Luiz, Mamadou Sakho, Fabio Coentrao, Gareth Bale e... Kakà. Sono questi gli obiettivi di mercato che gravitano attorno all'universo Milan. Nomi differenti per ruoli differenti: due centrali di difesa, due terzini, un trequartista. I primi quattro in nome dell'esigenza, del rinnovamento, della ristrutturazione di un reparto, quello arretrato, che necessita di ritocchi, di un bel restauro. L'ultimo, Kakà appunto, in nome, invece, del cuore, dell'affetto, del ricordo, della riconoscenza verso un Campione che al Milan ha dato tanto.
Difesa da consolidare e rafforzare (per tornare a vincere) vs attacco da "ingrassare", senza tuttavia averne bisogno: tra queste opzioni, quali dovrebbe scegliere la società? I più furbi, naturalmente, direbbero entrambe. Difficile, per non dire impossibile: l'operazione Kakà, infatti, con ogni probabilità, andrebbe ad impoverire eccessivamente le casse di via Turati, viste le cifre (voci) che girano: 30 milioni di euro circa, da pagare in più anni, più un ingaggio da top player. Forse troppo per un club che ha deciso saggiamente di tagliare con gli stipendi onerosi. Non sarebbe meglio, dunque, puntare sulla qualità giovane, magari spendendo qualche euro in più sul cartellino? Un talento puro come Sakho, classe 90, una sicurezza chiamata David Luiz, che, a soli 23 anni, è già considerato un veterano (sponsorizzato anche da Thiago Silva), la brillantezza di Coentrao, che ha già mostrato tutto il suo valore in una vetrina di prestigio come Sudafrica 2010, l'eleganza e la corsa di Bale, il gallese che ha già impressionato le grandi d'Europa: eccole le pedine da piazzare al più presto sullo scacchiere di Allegri, già da gennaio, mettendo da parte affetti personali e inutili amarcord. Un centrale e un forte terzino, fiato e freschezza: sono questi i parametri che mancano alla linea arretrata del diavolo. Meglio investire sul futuro, quindi, piuttosto che sull'usato insicuro: il cuore ha la sua importanza, ok, ma la voglia di tornare a vincere (ormai un ricordo in casa Milan) dovrebbe prendere il sopravvento.


