Arriva Kakà? Parte Pato?
Tiziano Crudeli
Arriva Kakà? Forse. Lo stesso giocatore, rispondendo ad una domanda di un amico (vieni o non vieni al Milan?), è stato sul vago senza però escludere tale possibilità. Si apre allora un dibattito. Riccardino è utile al Milan? Intanto bisognerà stabilire la sua effettiva condizione fisica dopo l'intervento al ginocchio e dopo la lunga pubalgia. E' evidente che se Kakà fosse integro e quello dei tempi migliori è un conto, ben altro se invece i postumi post operatori dovessero incidere sul suo rendimento. Preoccupa soprattutto la ricostruzione della cartilagine del ginocchio, una protezione assolutamente indispensabile per un calciatore che della velocità e degli scatti ripetuti ne fa una una caratteristica principali del suo repertorio. Ci sono poi gli aspetti tattici. Dove sistemarlo nella scacchiera rossonera? Kakà è una seconda punta che ama partire da lontano e concludere a rete in prima persona. Ovviamente non disdegna l'ultimo passaggio anche se ad esempio rispetto a Ronaldinho offre ai compagni un minor numero di assist. Ricky predilige giostrare nella zona centrale e non gradisce la fascia. Quindi in un ipotetico schieramento potrebbe posizionarsi dietro a Ibrahimovic unica punta, con Pato a destra e Robinho a sinistra. Nel qual caso squadra molto sbilanciata in avanti anche perchè sia lui che Pato e Ibra difficilmente tornano a dar manforte ad un centrocampo presumibilmente composto da Pirlo e Gattuso o Ambrosini o Boateng. Un suo eventuale ritorno comporterebbe di fatto la cessione di Ronaldinho (il Galaxi ha fatto un offerta stratosferica a Dinho che fra l'altro è in scadenza di contratto a giugno). I dubbi rimangono. Bisognerà poi verificare le richieste economiche che avanzerà il Real Madrid. Difficile che possa pretendere i 68 milioni spesi a suo tempo (dai quali però vanno decurtati i 15 per Huntelaar). L'operazione potrebbe andare in porto sulla falsariga di quella effettuata per Ibra, vale a dire prestito gratuito con possibilità di riscatto per una somma abbordabile diluita in 2-3 anni. Di sicuro non c'è nulla, anche perchè in caso di cessione i ricchi club inglesi, segnatamente il Chelsea di Carlo Ancelotti, potrebbero entrare in lizza facendo leva sul loro potere economico. Mourinho ha detto chiaramente che Kakà non è più indispensabile, Ozil e Di Maria , infatti, lo stanno sostituendo con profitto.
Personalmente non sono entusiasta di un ritorno di Riccardino, intanto perchè ho delle riserve sul suo totale recupero fisico e poi nel momento in cui un giocatore lascia il Milan, magari allettato pure dal “dio denaro” che gli offre il club acquirente, non è più nelle mie grazie. In quel caso mi sento tradito. Questo senza nulla togliere alla gratitudine che ho nei confronti di tutti coloro che hanno contributo ai successi del Milan. I giocatori vanno e vengono il Milan rimane. Nel recente passato sono rimasto deluso quando Sheva, una settimana dopo il trasferimento al Chelsea, ha baciato pubblicamente la maglia della nuova squadra. Noi tifosi siamo passionali e ci affezioniamo troppo ai giocatori molti dei quali sono invece dei mercenari o comunque fanno il loro esclusivo interesse. Per un professionista sarà anche giusto valutare prima di tutto i propri aspetti economici, ma purtroppo o per fortuna (dipende dai punti vista!!) il calcio si basa anche, e soprattutto, sui sentimenti dei tifosi primi contribuenti dei calciatori e della società. E allora cerchiamo di essere più terra-terra: osanniamoli solo per quello che ci danno in campo senza legarci troppo e farne dei miti. Do ut des. Sempre in tema di fantamercato ecco la voce seconda la quale il Manchester City di Mancini avrebbe offerto 65 milioni più Adebayor o Zabaleta, o come proposta alternativa: 30-35 milioni più Balotelli, per Alexandre Pato. Va anche detto che il Paperino in una recente intervista avrebbe detto: “Al Milan sto bene, ma se dovessi andare via la destinazione preferita è Barcellona.” Apriti cielo. Tutti a sostenere che Alexandre è in procinto di emigrare. Calma ragazzi. Non fasciamoci la testa prima di averla rotta. Aspettiamo e vediamo e non diamo corpo alle mille illazioni, anche se spesso contengono un fondo di verità. Adesso pensiamo al prossimo impegno di campionato col Chievo. Dobbiamo avere conferme dei recenti progressi dimostrati col Parma. In attesa del primo esame di laurea in quel di Madrid dove ci aspetta Mourinho e la sua band. Ibra aiutaci tu.


