Pirlo, dal buio di Marassi al rush rossonero
Matteo Calcagni
Andrea Pirlo, dopo l'autorevole prova contro l'Irlanda del Nord, si stava apprestando ad un'altra prestazione maiuscola in Nazionale: la Serbia, principale avversaria per la testa del girone, avrebbe dato il suo meglio per riscattare la sconfitta di venerdì contro l'Estonia. Il metronomo bresciano era pronto ad offrire la sua geometria per la causa Azzurra, ma così non è stato. Dalle telecamere Rai, dove il trentunenne è stato più volte inquadrato nel "prepartita", si è subito notato uno stato d'animo di disappunto: Andrea ha scosso più volte la testa, consapevole insieme ai suoi compagni dell'impossibilità materiale di giocare questa sfida. I due bengala lanciati nei pressi della porta di Viviano, dopo solo sei minuti di gioco, sono stati la dimostrazione di quanto non ci fossero i presupposti per poter proseguire.
Pirlo, atteso oggi a Milanello, dovrà dimenticare in fretta gli spiacevoli episodi del Ferraris: archiviato l'impegno con la Nazionale, il regista rossonero dovrà prodigarsi in un rush sostenuto con la maglia del Diavolo. Dopo il Chievo Verona, avversario sempre ostico negli ultimi precedenti, il Milan dovrà vedersela con il Real Madrid al Bernabeu, per poi sfidare il Napoli, la Juventus e di nuovo le Merengues a San Siro. Senza ombra di dubbio il numero 21 sarà impiegato senza soste e, insieme ai compagni della linea mediana, dovrà dare man forte alle bocche di fuoco offensive, magari contribuendo dalle retrovie come accaduto a Parma. In attesa del rinnovo contrattuale, forse il più importante tra gli otto giocatori in scadenza, la mission di Pirlo sarà sempre la stessa: dare equilibrio alla squadra e servire i suoi imprescindibili assist.


