Milan annientato dal Real
Davide Bin
Se la sfida contro il Real Madrid era importante per capire il reale valore del Milan di Allegri al cospetto del primo vero avversario forte della stagione, c'è davvero di che preoccuparsi: i rossoneri escono battuti e ridimensionati da quel Santiago Bernabeu dove avevano trionfato giusto un anno fa e sono sempre più consapevoli che Mourinho è una vera bestia nera, visto che dopo i due trionfi nei derby della scorsa stagione, ha dato un'altra lezione di calcio al Milan. Allegri aveva chiesto alla vigilia una gara di grande sacrificio e tecnicamente perfetta, ma non è stato certo accontentato da una squadra che ha sbagliato molto ed è sembrata troppo timorosa e impaurita; forse il mister rossonero ci ha messo del suo nelle dichiarazioni del pre-partita, mostrando un certo complesso di inferiorità nei confronti di Mourinho e lanciando in questo modo un segnale negativo alla squadra, che è sembrata preda di un eccessivo timore reverenziale e si è lasciata travolgere, soprattutto in avvio. Dopo un quarto d'ora da incubo, in cui il Milan si è ritrovato stritolato dagli attacchi avversari e sotto di due gol, la squadra di Allegri è migliorata (anche perchè far peggio era sinceramente un po' impossibile!), è uscita dal guscio e ha provato a risalire la china, ma l'impresa era durissima ed era già subentrata un po' di sfiducia che ha permesso al Real di controllare a suo piacimento la gara e di sfiorare ripetutamente quei gol che avrebbero dato le sembianze della disfatta alla sconfitta rossonera. Si sapeva che il Milan avrebbe rischiato molto se tutti non avessero girato al massimo, perchè un conto è giocare con Gattuso, Pirlo e Seedorf alle spalle di Ronaldinho, Pato e Ibrahimovic contro il Chievo, un altro è farlo contro un Real solido, robusto, equilibrato e con grandi individualità. Si può tranquillamente dire che si è vista tutta la differenza fra un allenatore che ha 75 partite di Champions alle spalle, con due coppe vinte e uno che ne ha solo due ed era alla prima sfida prestigiosa della sua carriera europea; per Allegri era una partita speciale, per Mourinho no e forse l'emozione ha giocato un brutto scherzo al tecnico rossonero, che ha tardato ad effettuare sostituzioni fin troppo ovvie (Robinho al posto di un impalpabile Ronaldinho) e forse le ha pure sbagliate (quando è entrato Boateng doveva uscire un inguardabile Seedorf). Il rischio di schierare una formazione a trazione anteriore era calcolato, nella speranza di segnare un gol in più degli avversari come avvenuto un anno fa, ma una volta che si è capito che la squadra era in balia di un avversario troppo superiore bisognava cercare di correre ai ripari un po' prima, anche solo per evitare l'umiliazione che i tanti errori sotto porta degli attaccanti del Real ci hanno comunque risparmiato. Allegri è un grande allenatore e un grande uomo e saprà imparare dagli errori commessi e dalla lezione ricevuta, ma nel frattempo il BrasilMilan ammirato contro il Chievo è scomparso e di Real c'è solo la delusione, perchè ora sorge il dubbio che questa squadra non sia ancora pronta per competere con le grandi d'Europa, ammesso che possa mai esserlo in futuro.
La presenza in campo di Bonera al posto dell'infortunato Thiago Silva era ormai scontata; la sorpresa è, invece, Amelia al posto di Abbiati, fermato dal problema all'adduttore; per Amelia si tratta dell'esordio ufficiale con la maglia rossonera e di un'occasione importante da sfruttare per cambiare la sua storia al Milan e le gerarchie in porta. Per il resto la formazione è quella logica e annunciata, cioè la stessa della partita di sabato scorso contro il Chievo: il Milan si presenta spavaldo e con una formazione offensiva nel mitico Bernabeu, per giocare una sfida che non può essere come le altre, visto che è il confronto diretto fra le due squadre più titolate a livello europeo; in un'ideale bacheca a bordo campo farebbero bella mostra ben sedici Coppe dei Campioni in totale, senza considerare che su una delle due panchine siede il tecnico detentore della Champions League, vinta proprio in questo stadio a maggio con l'Inter. Insomma una notte speciale per una sfida che può segnare la stagione delle due squadre, anche se un'eventuale sconfitta non comprometterebbe definitivamente il cammino in Champions. Il Bernabeu è strapieno e ci sono anche i tifosi rossoneri, pronti a farsi sentire con i loro cori di sostegno alla squadra, anche nei momenti difficili, anche a sconfitta già sicura e anche alla fine della partita, nonostante la cocente delusione.
L'avvio del Real è ottimo, quello del Milan è pessimo: gli spagnoli percuotono sulle fasce e schiacciano i rossoneri, che faticano a ripartire e commettono molti errori di impostazione, favorendo le veloci ripartenze degli avversari; inutile chiedersi se questo choccante avvio di partita sia più merito del Real o demerito di un Milan che ha clamorosamente sbagliato l'approccio alla partita, anche perchè bisogna cominciare a contare i gol subiti: sulla punizione di Cristiano Ronaldo la barriera si apre e il pallone si infila in rete; un minuto dopo un tiro innocuo di Ozil, destinato fra le braccia di Amelia viene deviato fortuitamente da Bonera e diventa imparabile. Meno di un quarto d'ora e il Milan è già sotto di due gol; la sensazione è che la sfida sia già finita e che gli unici a crederci ancora siano i tifosi rossoneri che continuano ad incoraggiare una squadra smarrita e sotto choc che, però, piano piano si riprende, alza il baricentro e prova ad impensierire la difesa del Real che, oltretutto, se attaccata dimostra di essere tutt'altro che ermetica, anche se non ha ancora subito gol in Champions ed è la meno battuta nel suo campionato. La prima occasione da gol per il Milan arriva solo al 24° ma almeno i rossoneri dimostrano di esserci e di non essere scesi in campo solo per fare gli sparring-partners; purtroppo Pato e Ronaldinho non brillano, Ibra si impegna, svaria su tutto il fronte d'attacco ma non combina molto e così le uniche vere occasioni da gol del primo tempo sono una magistrale punizione di Pirlo che Casillas tocca a fatica e che viene respinta dall'incrocio dei pali e un tiro sballato di Seedorf che da favorevole posizione si divora il gol che avrebbe potuto riaprire la partita. Dal canto suo il Real continua ad imperversare, costruisce almeno altre quattro occasioni e solo l'imprecisione dei suoi attaccanti e la bravura di Amelia gli impediscono di andare al riposo con un vantaggio ben più ampio e tutto sommato meritato.
Nella ripresa ti aspetti qualche cambio da parte di Allegri per rivitalizzare una squadra spenta, soprattutto in attacco e invece rispuntano gli stessi undici dallo spogliatoio e, infatti, il copione della partita non cambia, anche se il Real rallenta un po' il ritmo e concede un po' di tregua al Milan, che prova a riorganizzarsi e a spingersi in avanti. Purtroppo ogni affondo delle merengues fa male ad una difesa in cui le prestazioni dei singoli non sembrano orrende, anche se poi l'intero reparto traballa paurosamente e rischia il tracollo. Ozil, Di Maria, Higuain e Ronaldo hanno le occasioni per aumentare il bottino del Real, mentre il Milan continua a faticare e a stentare. Quando Robinho entra al posto di Ronaldinho è ormai troppo tardi; Boateng al posto di Gattuso dà un po' più di corsa e dinamismo ma anche questo serve a poco e la mossa della disperazione è Inzaghi al posto di Pato, lo scorso anno mattatore e assoluto protagonista di una vittoria storica, questa volta poco servito e ben controllato dalla difesa avversaria. Se non altro i nuovi entrati danno un po' di vivacità e, infatti, Inzaghi si traveste da uomo assist e prova ad imbeccare Ibrahimovic che arriva leggermente in ritardo con il suo piedone e poi tocca a Robinho impegnare Casillas, facendo sorgere il sospetto che se certe sostituzioni fossero state fatte prima, magari già nel primo tempo... Ma questa non è una notte di rimpianti, perchè la superiorità del Real è stata netta e la sconfitta è meritata e deve far meditare e riflettere in modo che possa essere utile come insegnamento per il futuro.
Nemmeno la grave assenza di Thiago Silva può essere una scusante o un'attenuante, così come quella di Abbiati, vista anche l'ottima prestazione di Amelia, sicuramente il migliore in campo (e quando il portiere è il migliore in una squadra che perde nettamente bisogna davvero preoccuparsi...). Allegri ha dovuto cambiare il reparto difensivo e forse la squadra ne ha risentito ma sono altre le riflessioni che sorgono spontanee riguardo i due infortunati: perchè Abbiati ha forzato il recupero per giocare contro il Chievo rischiando una ricaduta prontamente verificatasi? E perchè al Milan ci si ostina a fare un dramma per ogni assenza nelle sfide importanti sfiduciando i sostituti e dando insicurezza a tutta la squadra? E' successo nella scorsa stagione a Manchester con Pato (e non a caso è arrivata una disfatta), succede ogni volta che manca Nesta, è successo ora a Madrid con Thiago Silva, portato ugualmente in Spagna per tentare un recupero tanto miracoloso quanto impossibile e, infatti, non avvenuto, dando così l'impressione negativa che senza di lui sarebbe stato difficile ottenere un risultato positivo. Non sarebbe stato più opportuno lasciare Thiago Silva a Milano per curarsi con calma e dare subito fiducia a Bonera, senza fare drammi per l'assenza di un giocatore seppur fortissimo e fondamentale?. Una grande squadra deve avere una grande rosa e validi sostituti, altrimenti non è tale, quindi non deve andare in panico se manca un giocatore. Forse anche questo è alla base dell'eccessiva paura che ha attanagliato i giocatori rossoneri in quel primo quarto d'ora da incubo, perchè il resto dell'incontro, quando finalmente i giocatori si sono scrollati di dosso timore e apatia, è stato meno disastroso e in qualche frangente il Milan è riuscito a mettere in difficoltà una difesa che se attaccata va in sofferenza (ricordiamocelo per il ritorno). Ora bisogna far tesoro di questa netta sconfitta e cercare di reagire prontamente, sperando che nella testa dei giocatori non si insinui il tarlo del dubbio sulla reale competitività della squadra; in fondo il Milan era reduce da un buon momento di forma dal punto di vista fisico e psicologico e una notte di black out può capitare, a maggior ragione contro una delle più forti squadre europee. Non bisogna fare drammi e si deve pensare già alla rivincita in programma fra quindici giorni, a patto che in campo scenda il vero Milan e non la sua copia sbiadita e impaurita che si è fatta annientare da un Real sembrato davvero galattico.


