...Se ne lava le mani
Matteo Calcagni
Marco Amelia ha atteso il suo momento in sordina e senza fare rumore: Christian Abbiati, a prescindere dalla rivalità, conosceva bene le qualità del compagno e, piuttosto che cedere il passo già dalla gara contro il Chievo, ha preferito rischiare un infortunio più grave, probabilmente preoccupato di perdere il posto. Difficile leggere la sfera di cristallo ed immaginare cosa vorrà fare Allegri: di sicuro, tuttavia, la prova del portiere romano al Bernabeu è stata di assoluto prestigio. Le due reti subite, questa volta, sono totalmente non imputabili all'estremo difensore: il gol di Cristiano Ronaldo è passato in mezzo alla barriera, dopo che Seedorf si è inspiegabilmente "separato" da Ibrahimovic; la seconda segnatura deriva da un intervento goffo e maldestro di Bonera, una deviazione sfortunata che in ogni caso denota una scarsa reattività, dote quasi imprescindibile per un forte centrale difensivo. Amelia, dopo aver raccolto i due palloni a stelle dalla propria porta, ha cominciato a salvare il Milan di continuo, uscendo coraggiosamente quando i difensori mollavano il passo ai madridisti e negando più volte la gioia del gol a CR9 e compagni.
Una prova che, in parallelo con lo scorso anno, stona assolutamente con la "papera" assurda di Nelson Dida: un intervento così maldestro che, tuttavia, non compromise l'esito della gara. Dida, nella sua carriera, è stato un "predestinato", ma Amelia ha messo in mostra ottime qualità: per Allegri non sarà certamente facile scegliere, anche perchè lasciare in panchina un portiere così attento e reattivo è sempre difficoltoso. Intanto, come mima allargando le braccia, l'ex Genoa "se ne lava le mani": il suo futuro da titolare o non, oltre alle due reti subite, non dipende certo più da lui: la prova del nove del Bernabeu è stata infatti superata a voti pienissimi.


