Milan: ritorna a vincere in Italia per tornare grande in Europa. La sindrome di Mou colpisce ancora
Pietro Mazzara
Una sconfitta senza attenuanti, di quelle che fanno male e che fanno pensare un po’ tutti quelli che gravitano intorno all’universo Milan. Una sconfitta che, a conti fatti, sta anche stretta perché il Real Madrid di Josè Mourinho è sembrato una corazzata impressionante sotto tutti i punti di vista. Allegri ha provato a giocarsela con la stessa formazione che ha battuto il Chievo Verona sabato scorso a San Siro ma lo spessore tecnico dell’avversario avrebbe consigliato una formazione più accorta a centrocampo con un terzo giocatore, diciamo un nome a caso, Boateng, in grado di poter dar manforte a Pirlo e Gattuso in fase di non possesso. L’essersi affidato a Seedorf, uomo si di grande esperienza e classe ma, purtroppo, senza i polmoni adatti a fare il ruolo di mezzo sinistro contro una squadra come quella madrilena che fa del ritmo e della corsa i suoi punti di forza ed è proprio li che sta la chiave della partita del Santiago Bernabeu: il Real correva, il Milan no. Purtroppo, ed è difficile negarlo, la squadra ha subito una grossa botta al morale sabato vedendo Thiago Silva uscire in barella da San Siro con la caviglia dolorante. Un film già visto ai primi di marzo a Manchester quando Nesta tentò un improbabile recupero per poi non scendere in campo e lasciare il posto a Bonera che ha arrancato davanti alla velocità supersonica di Cristiano Ronaldo e compagnia.
Il dato che si ricava, guardando le due ultime scoppole europee patite dal Milan è che se manca uno dei due pilastri difensivi la squadra soffre le pene dell’inferno forse perché i ricambi non sono all’altezza di chi è considerato titolare. Duole dirlo ma, sia Yepes che Papastathopoulos, sembrano non godere della piena fiducia di Allegri e, in quest’ottica, il Milan deve cercare di reperire sul mercato un difensore che sia in grado di sopperire alle eventuali assenze di Nesta e Thiago. David Luiz del Benfica sarebbe l’acquisto ideale visto che con Silva compone la coppia centrale titolare del Brasile e si adatterebbe benissimo anche con Nesta. La serata madrilena, che ha visto anche il buon esordio di Marco Amelia tra i pali, ha anche dato un indicazione importante: il Milan, ora come ora, non può competere per la vittoria finale della Champions League. La squadra rossonera, in estate, grazie al lavoro della dirigenza, ha posto le fondamenta per un nuovo ciclo che deve essere affrontato step by step dove il primo obiettivo deve essere quello di tornare a vincere e primeggiare in Italia per riacquisire quella forza mentale che ti consente di fare il salto di qualità in Europa. Vincere aiuta a vincere ed è per questo che, in questa stagione, si deve puntare alla vittoria dello scudetto, per far riaffiorare, soprattutto con i fatti, la mentalità vincente che è intrinseca nel DNA del diavolo.


