Milan, con il Real la constatazione dei nostri limiti
Tiziano Crudeli
Allegri nel dopo Real Madrid-Milan: “Siamo stati poco cattivi e timorosi....” E allora ci si chiede perchè ha tolto Gattuso che in quanto a cattiveria sportiva è il non plus ultra? Il tallone d'Achille del Milan è stato il centrocampo preso d'infilata da Marcelo, Di Maria, Ozil e Cristiano Ronaldo. Seedorf e Pirlo, che veloci non sono, lì in mezzo ballavano paurosamente cercando di opporsi allo strapotere delle merengues con tanta buona volontà (Pirlo) senza conseguire gli esiti sperati.. Oltretutto al contrario di Ozil, Di Maria e Ronaldo i componenti del reparto avanzato rossonero non hanno dato una mano nella fase di contenimento, di recupero palla e mai sono ripartiti in contropiede. Boateng dentro? Si ma non al posto di Ringhio, l'unico guerriero di un gruppo sfiatato e molle come un fico. Il Principe Kevin semmai doveva rilevare uno spento Clarence (ha pure sciupato una palla gol) che sul piano dello scadente rendimento faceva scopa con Ronaldinho accerchiato da una marcature spietate e quindi del tutto evanescente. Il Real a immagine e somiglianza dell'Inter dell'anno scorso. Un Real compatto capace di attaccare e difendere con pari intensità ed efficacia. In un contropiede, sciupato da Di Maria, i madridisti si sono trovati 5 contro 2 milanisti. Un Real esageratamente veloce per il compassato Milan che ha cadenze troppo basse per rivaleggiare alla pari con un team ottimamente diretto che nella rapidità d'esecuzione e nel tasso tecnico elevatissimo ha un valore aggiunto. I rossoneri, messi al cospetto dei blancos, plasmati da Mourinho a suo piacimento, hanno denunciato limiti preoccupanti.
Quegli stessi limiti che si erano intravvisti anche col Chievo poi mascherati dai tre gol. Le assenze di Abbiati e Thiago Silva non possono essere una valida giustificazione. Amelia si è comportato egregiamente e Bonera, che ha causato la sfortunata autorete, non ha gravi colpe. Più che la difesa poco protetta è venuta meno la costruzione della manovra. Con le merengues due soli tiri in porta: uno al 29' su punizione di Pirlo terminata sulla traversa e l'altra di Robinho a 7' dal termine. Un misero score di 4 conclusioni complessive contro le 15 (7 nello specchio e 8 fuori) del Real. Una testimonianza della scarsa capacità di colpo ferire di Ibra e Pato mal serviti e che non hanno mai tirato in porta. Se poi aggiungiamo che Cristiano Ronaldo e compagni si sono permessi pure di sciupare almeno 3-4 clamorose occasioni abbiano un'idea delle netta supremazia dei padroni di casa. Al di là dei due rocamboleschi gol subiti ci poteva stare una pesante goleada. Un decisivo passo indietro e la preoccupante constatazione che, ora come ora, questa squadra in Europa non è in grado di competere con le prime della classe.


