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Rangnick strizza sempre più l'occhio al Milan, ma la sua nomina ammainerebbe l'ultima bandieraTUTTOmercatoWEB
© foto di PhotoViews
venerdì 8 maggio 2020, 21:30Primo Piano
di Thomas Rolfi
per Milannews.it

Rangnick strizza sempre più l'occhio al Milan, ma la sua nomina ammainerebbe l'ultima bandiera

Ralf Rangnick continua ad ammiccare al Milan in maniera molto diretta, probabilmente nel tentativo di suscitare una reazione da parte del management del club e metter loro fretta sulla decisione riguardo alla composizione dell'area sportiva nella prossima stagione. Una conferma che, però, il Milan non può dare allo stato attuale all'Head of Sport and Development Soccer del gruppo Red Bull. Nel bel mezzo di una stagione, la cui conclusione è appesa ad un filo sottilissimo, non sarebbe rispettoso nei confronti di un allenatore come Pioli, che ha trascinato con fatica la barca fuori dalle acque burrascose in cui era finita la squadra nelle prime sette partite con Giampaolo alla guida.

LA STRATEGIA DEL TEDESCO - Quel che è certo, però, è che Rangnick nelle ultime settimane abbia deciso di provare a forzare la mano gradualmente e le sue ultime dichiarazioni siano state una diretta conseguenza di questa strategia: "Il Milan mi ha chiesto se ci fosse la possibilità di collaborare. Di conseguenza ho informato la Red Bull e successivamente ci sono stati colloqui con il mio procuratore. Non posso escludere del tutto che andrò lì. Al momento però il club e il campionato hanno altri problemi. Non sono uno che ha difficoltà a immaginare che le cose possano funzionare. Certo, l'avventura mi piace, ma non deve essere una missione suicida. Senza voler essere presuntuoso, ma la cerchia dei club che mi possono interessare è abbastanza ristretta". Parole che testimoniano due cose: la considerazione molto alta che ha di sè il nativo di Backnang e il  ruolo di primissimo livello richiesto per spostarsi dal gruppo Redbull, in cui abbia la possibilità di determinare, in cui imponga le proprie decisioni al club e non le subisca passivamente.

L'ULTIMA BANDIERA AMMAINATA? - In attesa di capire se Rangnick arriverà o meno al Milan nella prossima stagione e in quale veste, risulta però evidente l'incompatibilità con la figura di Paolo Maldini. La leggenda rossonera ed attuale direttore tecnico del club non ha nascosto il proprio pensiero già il 12 febbraio, periodo in cui il tedesco veniva accostato con insistenza crescente ai rossoneri: "Ho letto. Sinceramente, da direttore dell'area sportiva, con il dovuto rispetto, non credo che Rangnick sia il profilo giusto per associarlo al Milan". Una stroncatura netta, che dimostra ulteriormente - come sarà poi reso di dominio pubblico dall'esplosione dell'affaire Boban-Gazidis - che il nome dell'ex tecnico dello Schalke sia farina del sacco dell'ad rossonero, con l'avallo naturalmente della proprietà. Se Maldini andrà via al termine di quest'annata calcistica, sarà l'ennesima bandiera del Diavolo sacrificata in questi anni dopo gli addii di Seedorf, Inzaghi, Gattuso e Boban. Forse l'ultima. Gazidis è ben conscio del peso della propria scelta ed è consapevole che non avrebbe più parafulmini qualora l'ambizioso progetto Rangnick-Milan dovesse andare in porto e poi naufragare nella prossima stagione.

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