INCHIESTA MN - la disfatta col Real ci è costata almeno 400.000 euro
Matteo Chiamenti
Le ossa fanno ancora male, nonostante la buona vittoria di Napoli. La partita con il Real Madrid ha mostrato, lo si ripete ormai all’infinito, tutti i limiti di “cattiveria” di un Milan che si è presentato con il fioretto a un raduno di samurai con la katana. Ciò detto, un aspetto sul quale ancora poche persone si sono concentrate coniste nell’impatto economico della batosta.
Se si pensa ai costi legati alla mancata opportunità di portare a casa almeno un pareggio, Mourinho è costato al club rossonero 400.000 euro, ma speighiamoci meglio. Stando ai dati recentemente emersi da uno studio effettuato dal settimanale Milano Finanza, quest’anno le 32 società che disputano la prima fase della competizione ricevono dall’Uefa un minimo di 7,2 milioni di euro, cui si aggiungono un bonus di partecipazione di 3,9 milioni di euro, più un premio di 550.000 euro per ogni partita disputata e uno da 800.000 euro per ogni vittoria e di 400.000 euro, per l’appunto, per ogni pareggio.
Per valutare l’importanza economica della partecipazione alla principale coppa europea basti pensare che l’anno scorso l’Inter ha portato a casa circa 100 milioni di euro, mica pizza e fichi per dirla semplice. Ma quanto può impattare sul bilancio una Champion’s deludente? La risposta ce la fornisce un analista contattato per l’occasione dalla nostra redazione “I danni derivanti da un fallimento calcistico di questo tipo vanno sostanzialmente divisi in due categorie: quelli prettamente misurabili derivanti dai mancati incassi agli stadi e dai mancati bonus partita e quelli invece poco quantificabili legati ai danni di immagine, al minor peso contrattuale derivante con gli sponsor e via dicendo. Per dare un’dea del tutto, il buco di bilancio del 2009-2010, che poi ha portato alla cessione di Kakà e a un mercato all’insegna del risparmio, è derivato in principale, se non via esclusiva, dai mancati apporti della coppa campioni. Per un club come il Milan, dove i costi legati alla rosa sono molto elevati, la presenza costante tra i migliori club europei non è soltanto una ragione di orgoglio, ma anche di sopravvivenza”.
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