La giostra delle emozioni
Antonio Vitiello
Milan-Juve è una giostra di emozioni, quella per la quale nei parchi giochi si farebbe la coda chilometrica pur di parteciparvi. Tutti vogliono esserci. Tutti vogliono essere ricordati. Uomini del passato mai dimenticati da Platini a Van Basten. Da Zidane a Weah. Da Nedved a Shevchenko. I giocatori passano ma la storia prosegue. Con campioni ancora verdi come Alex del Piero che il terreno di San Siro lo ha calcato più di alcuni giocatori di Milan e Inter. Campioni ritrovati come Zlatan Ibrahimovic. Perché in fondo è facile incontrarsi anche in una grande città. E nel mondo del calcio è ancora più probabile. Campioni giovani ma già con un futuro scritto come Pato e Bonucci e poi campioni con il punto di domanda. Robinho che sta dando risposte positive e sarà in campo dopo i due gol nelle ultime due gare di campionato. Milos Krasic che di risposte ne ha date fin dal suo arrivo in bianconero.
Caschetto biondo, sorriso pulito, sguardo fiero. Il serbo si è conquistato sul campo il paragone con Pavel Nedved. Gol, corsa e tanta qualità. Poi però quel fattaccio. Crediamo nella buona fede del giocatore. Ma quando si passa con il rosso a un semaforo, la multa arriva comunque. E Krasic probabilmente andava troppo di fretta. Sulle panchine poi, dove si sono seduti i vari Sacchi, Lippi, Capello, Ancelotti, si troveranno di fronte due uomini abituati a trasformare in prosa le favole più belle. Delneri con il Chievo e Allegri con il Cagliari. Per loro sarà la prima volta. Quella che forse non scorderanno mai. Per altri ormai è un'abitudine. Fare la coda, salire sulla giostra e gridare a tutti la propria emozione.


