Delusione e amarezza per un'altra pesante sconfitta
Davide Bin
Il Milan gioca e sbaglia, la Juve segna e vince; questa in estrema sintesi la sfida di San Siro fra rossoneri e bianconeri che getta nuovamente nello sconforto i tifosi del Diavolo, che avevano gremito lo stadio pregustando una notte magica e una vittoria rossonera e sono rimasti molto delusi. Purtroppo sembra di rivedere un film già andanto in onda la scorsa stagione e, infatti, resta la sconsolante sensazione che ora come allora quando l'asticella della difficoltà si alza e il Milan affronta squadre forti e organizzate, inevitabilmente va in crisi, fallisce il salto di qualità e subisce amare sconfitte. I rossoneri si erano appena rialzati dopo la brutta serata di Madrid, vincendo a Napoli, ma ora questa nuova sconfitta li ributta a terra e, soprattutto, fa sorgere dubbi e perplessità sul progetto di Allegri, che fatica a rendere competitiva questa squadra ai massimi livelli. I campanelli d'allarme risuonati al San Paolo evidentemente non sono stati ascoltati e una squadra che aveva sofferto contro un Napoli in inferiorità numerica è andata in difficoltà anche contro la Juve, perchè iniziare bene e creare buone occasioni nella prima metà del primo tempo non serve a niente se appena gli avversari superano la metà campo vai sotto, a maggior ragione se giochi contro una squadra grintosa e determinata, che ha saputo far fronte egregiamente alle tante assenze e ha conquistato una vittoria preziosa e prestigiosa. Allegri dovrà riflettere sul rendimento di una squadra in cui il centrocampo non gira, la difesa è tutt'altro che ermetica e l'attacco è troppo Ibradipendente, visto che Pato sta vivendo un momento a dir poco terribile e Robinho non riesce a fare la differenza.
Cancelli aperti già prima delle 18, stadio che si riempie lentamente ma progressivamente fino al tutto esaurito annunciato nelle ultime ore di vigilia e atmosfera delle grandi occasioni per una partita speciale; coreografia della Curva Sud (bandiera rossonera e bandiera di Milano realizzata con plastiche colorate e megastriscioni che calano anche al primo anello con scritta CURVA SUD al secondo anello e MILANO al primo), gran tifo e cori di sfottò reciproci con i tifosi bianconeri, perchè c'è una grande rivalità fra le due tifoserie; la squadra viene incitata fin dal momento del riscaldamento, ma evidentemente a Gattuso non basta, visto che tra un esercizio e l'altro chiede con ampi gesti un tifo ancor più caldo e coinvolgente. C'è grande voglia di vincere e migliorare ulteriormente la classifica, sia nei giocatori che, ovviamente, fra i tifosi che affollano lo stadio, ma l'avversario è di quelli da prendere con le molle e che non ti fa stare tranquillo, quindi ansia e tensione salgono inevitabilmente nel corso della lunga attesa di chi è sugli spalti già da circa tre ore, quando la sfida ha inizio.
Allegri conferma la formazione che ha vinto a Napoli, visto che deve rinunciare ancora a Thiago Silva, Ronaldinho, Ambrosini e anche Oddo, che dopo la bella prestazione del San Paolo si è subito bloccato ed è indisponibile; ancora panchina, quindi, per Seedorf, con Boateng sulla linea dei centrocampisti e Robinho trequartista, perchè questo è il Milan più equilibrato ed efficace in questo momento. L'avvio di partita sembra dare ragione alle idee del tecnico rossonero: il Milan parte forte e la prima azione di Pato è già potenzialmente pericolosa; poi Ibra centra l'incrocio dei pali con un tiro che sembra vincente, ma l'urlo del gol rimane strozzato in gola a lui e a tutti i tifosi rossoneri; quando Pato viene fermato per un dubbio fuorigioco nel momento in cui sta per presentarsi solo davanti a Storari si comincia ad intuire che potrebbe essere una serata stregata (in fondo siamo alla vigilia della notte di Halloween) e il buon momento dei rossoneri si chiude con un altro tiro di Ibra parato da Storari. Fino a quel momento la Juve si è unicamente difesa, alleggerendo la pressione solo con un'occasione di Del Piero e il Milan sembra dominare la scena, ma la beffa si materializza quando Quagliarella sovrasta Antonini di testa e manda la palla all'angolino alto; Juve in vantaggio e facce allibite sugli spalti, perchè nessuno avrebbe mai immaginato un esito del genere visto come stava andando la partita. Il Milan va in tilt e la Juve ne approfitta per colpire in contropiede con una progressione di Del Piero, poi arriva anche l'infortunio di Bonera a complicare le cose; il difensore esce in barella sostituito da Abate, ma nel finale di tempo il Milan si riprende e torna a farsi pericoloso, anche se Ibra è protagoista in negativo, visto che sparacchia alto da favorevolissima posizione e conclude debolmente di testa solo davanti a Storari. Sembra incredibile andare al riposo in svantaggio dopo aver giocato bene e creato molto, ma il calcio è strano, a volte spietato e incomprensibile, anche se si sa che bisogna buttarla dentro per vincere e per il momento il Milan non ha saputo farlo e questa è una colpa per una squadra con tanta qualità là davanti.
Non cambia il copione nella ripresa: il Milan attacca a testa bassa ma spreca molto e il protagonista è sempre Ibrahimovic, che centra in pieno Felipe Melo con un tiro che sembrava a botta sicura. Esattamente come nel primo tempo, dopo una ventina di minuti di predominio (sterile) rossonero arriva il beffardo gol bianconero, alla prima occasione in cui la Juve supera la metà campo nelle ripresa: Antonini sbaglia completamente l'intervento di testa su un traversone e spalanca la via della porta al nuovo entrato Sissoko, che prova a graziare i rossoneri incespicando sul pallone al momento del tiro, ma che riesce poi a servire Del Piero che non si fa pregare e punisce l'imbambolata difesa rossonera. Sembra davvero finita, perchè ora la montagna è troppo ripida da scalare per un Milan anche un po' sfiduciato, ma che non si arrende e ci prova fino alla fine. Robinho conclude fuori da buona posizione e poi entrano Seedorf al posto di Boateng e Inzaghi al posto del fischiatissimo Pato per l'assalto finale. Il Milan ci mette intensità e cuore e il premio arriva: Antonini riscatta parzialmente gli errori difensivi con il cross per la testa di Ibrahimovic che insacca il primo gol da ex contro la Juve dopo sei tentativi in cui era rimasto a secco. San Siro ridiventa una bolgia e prova trascinare i rossoneri al miracoloso pareggio, ma mancano solo nove minuti (più cinque di recupero) e le uniche occasioni sono un tiro sballato di Robinho da posizione defilata, una mischia in area subito dopo e un tiro debole di Seedorf che Storari (applaudito dalla curva all'inizio della ripresa) para con sicurezza. Il triplice fischio di Rocchi sancisce una sconfitta amara che lascia il Milan al terzo posto e rinvia i sogni di gloria.
Primi venti minuti di ottimo calcio, con l'unica enorme pecca di non averli concretizzati in gol, poi la squadra si è disunita dopo lo svantaggio, perchè quando crei e non segni e gli avversari vanno in gol appena passano la metà campo, il contraccolpo psicologico è ovvio ed inevitabile. La prestazione c'è stata e ciò dovrebbe mitigare l'amarezza per la sconfitta, ma i motivi di preoccupazione non mancano: Pato irriconoscibile, Ibra sprecone, Pirlo che ha sbagliato tutto il possibile e non ha guidato la squadra come dovrebbe; difesa con troppe sbavature anche da parte di chi, come Nesta, solitamente è impeccabile. L'alibi della assenze regge fino ad un certo punto, perchè la Juve era sicuramente più rimaneggiata del Milan, ma nessuno se n'è accorto. La seconda partita importante di questa prima parte della stagione finisce ancora con una sconfitta e ciò è preoccupante anche in vista della sfida di mercoledì contro il Real; serve un'immediata reazione per non mettere nelle testa dei giocatori il tarlo del dubbio di non essere competitivi ai massimi livelli,anche se, sinceramente, qualche sospetto comincia a venire. Purtroppo la prima di due notti speciali a San Siro è stata tutt'altro che magica e la sconfitta brucia, visto il nome della rivale che ce l'ha inferta, ma bisogna essere bravi a voltare subito pagina e provare ad invertire la tendenza che per il momento vede il Milan grande con le piccole e piccolo con le grandi, perchè proseguendo di questo passo i sogni di gloria rischiano di trasformarsi presto in incubi, dal momento che i tifosi rossoneri hanno visto le streghe con una notte di anticipo!


