Kakà-Milan, tra i "non so" si alimentano gli interrogativi
Matteo Calcagni
Che Kakà interessi ancora al Milan è fuori di dubbio, nonostante nell'anno e mezzo trascorso al Real il brasiliano non abbia convinto come secondo le aspettative. Le condizioni fisiche precarie, gli infortuni e l'operazione hanno fatto il resto, defilando l'ex Pallone d'Oro nel dimenticatoio madrileno, mentre i blancos made in Mou stanno vincendo e convincendo. Il Diavolo, sempre attaccato a determinati valori, vorrebbe rioffrire il sorriso al fantasista verdeoro, sperando che il giocatore possa tornare strabiliante come osservato nei suoi anni a Milano.
L'operazione è difficile ma, sotto questo punto di vista, le parole della dirigenza rossonera non sembrano chiudere totalmente a tale possibilità: prima Adriano Galliani, poi Silvio Berlusconi, si sono trincerati in un "mai dire mai" ed un "non so", che potrebbero essere interpretati in molteplici maniere. Quello che al momento balza all'occhio del sostenitore milanista, a parte il fascino e l'amore per il vecchio campione di tante battaglie, è la reale esigenza della rosa attuale: gli attaccanti, seppure non idilliaci nell'ultimo periodo, sono il problema minore di questo Milan che, al contrario, deve fare i conti con scelte ristrette e discutibili per quanto riguarda la retroguardia. Kakà sarebbe un lusso, un centrale e/o un terzino sono una vera e propria necessità.


