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Lezione numero due

autore
Antonio Vitiello
per Milannews.it
domenica 31 ottobre 2010, 18:40Primo Piano
autore Antonio Vitiello
31.10.2010 18:40Primo Piano
ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS
ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS

Il pugno quando arriva non sempre è da ko. Ma il movimento oscillante dei rossoneri fa presagire a una vittoria ai punti. Degli altri però. Non di quel Milan nettamente costruito (soprattutto con l'arrivo di Ibra) per vincere lo scudetto. Ancora una volta la squadra di Allegri si mostra inadatta all'offensiva contro formazioni schierate e soprattutto, probabilmente aspetto ancora più grave, non abbastanza attenta in difesa nelle sporadiche ma quanto mai efficaci ripartenze avversarie. Il problema è innanzitutto tattico. Non è bastata la lezione di Mourinho al Bernabeu con un Real Madrid comunque decisamente di un altro pianeta. Adesso è arrivata anche la brutta e amara sconfitta contro la Juventus di Delneri che ha preparato la gara nel migliore dei modi. Con umiltà e sacrifico. Certo, anche un po' di fortuna come ha ammesso lo stesso tecnico friulano, ma quella nel calcio non gusta mai. E' vero anche che a volte è più facile non avere scelte piuttosto che averne troppe ma le assenze in casa Juve erano così tante che il Milan avrebbe dovuto approfittarne.

I rossoneri sono partiti bene, segnale che la formazione schierata da Allegri era quella giusta. Poi, però, come può capitare, c'è l'episodio che gira contro. E lì, alla fine del primo tempo, che il tecnico deve prendersi delle responsabilità. Inzaghi, Seedorf e Flamini si scaldano per tutto l'intervallo. Eppure Pato resta in campo anche nella ripresa proseguendo a ingarbugliarsi nei suoi dribbling. Con Superpippo che può creare l'alta tensione solo a un quarto d'ora dalla fine. Perché non cambiare prima? Viene da chiedersi. Forse perché togliere il Papero può sempre creare polemiche. Così come non far entrare Seedorf quando forse invece al centrocampo del Milan sarebbe servita di più la dinamicità di Flamini. Insomma pare che da imparare ci sia ancora molto e, tra tre giorni, la campanella suonerà di nuovo perché a San Siro arriva il Real Madrid del maestro dell'arguzia tattica.
 

per Milannews.it

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