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Uniti per vincere, ora più che mai!

autore
Davide Bin
per Milannews.it
martedì 2 novembre 2010, 16:13Vista dalla Curva
autore Davide Bin
02.11.2010 16:13Vista dalla Curva
A San Siro arriva il Real Madrid e, soprattutto, lo spauracchio Mourinho; sarà una grande serata, a patto di lottare tutti insieme, in campo e sugli spalti.
ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS
ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS

Milan-Real Madrid non è solo una partita importante (non fondamentale e poi vi spiegherò il perchè...) per il cammino europeo dei rossoneri, ma è un'occasione di svolta, in positivo o in negativo; dopo due sconfitte in altrettante sfide con squadre teoricamente di pari livello e prestigio (a Madrid nella partita di andata e sabato scorso in casa contro la Juve), il Milan deve sfatare il detto "non c'è due senza tre", ma, soprattutto, deve assolutamente cercare quella vittoria che farebbe davvero capire di essere una grande squadra, in un momento in cui molte certezze cominciano a vacillare nell'ambiente rossonero. San Siro (esaurito da settimane) sarà strapieno e ribollente di passione e deve tornare ad essere la "casa del Diavolo", l'arma in più per la squadra, il palcoscenico che gli avversari temono e che mette soggezione, mentre ultimamente il rischio è che possa diventare addirittura un handicap per i giocatori del Milan. L'ultimo episodio in ordine di tempo è il clamoroso sottofondo di fischi che ha accompagnato Pato fuori dal campo nella partita di sabato; è vero, la prestazione del Papero è stata negativa al limite dell'inguardabile, nonostante una buona partenza che aveva fatto ben sperare, ma stiamo parlando pur sempre di un ragazzo di vent'anni, che è già un campione ma che ha ancora il diritto (e il dovere) di crescere sotto tutti i punti di vista e che evidentemente sta attraversando un momento di crisi, a meno che non si voglia pensare che si sia improvvisamente imbrocchito. Chi sabato l'ha fischiato, sicuramente lo ha fatto per la frustrazione di un'altra serata storta e che si stava concludendo con una deludente sconfitta, ma la mia domanda è questa: siete davvero sicuri di aver fatto il bene del ragazzo e, soprattutto, del Milan? Pato è uno dei pochi campioni giovani di questa squadra, uno dei pilastri sul quale costruire (finalmente) il Milan del futuro e così facendo si rischia solo di aumentare la sua voglia di cambiare aria in cerca di un ambiente più sereno (e vincente), perdendo un altro potenziale campione. L'episodio Pato è solo l'ultimo in ordine di tempo di un lungo elenco; il più bersagliato degli ultimi anni è sicuramente Seedorf, ma non si è salvato nemmeno Pirlo, tanto per fare un altro nome "eccellente"; anche tanti altri, ancora in rosa o già trasferiti altrove (ad esempio Gilardino) sono finiti nel mirino dei sempre più esigenti tifosi rossoneri. Qualche anno fa questo era un problema della Milano nerazzurra, ora le parti si sono invertite anche sotto questo punto di vista, forse percè ora loro vincono e noi no e l'insoddisfazione porta all'esasperazione e diminuisce la pazienza. Basta sentire o leggere gli umori dei tanti tifosi che già temono un'altra stagione negativa, anche se siamo solo ai primi di novembre e tutto è ancora possibile, soprattutto se il popolo rossonero sarà bravo a restare accanto alla squadra e sostenerla sempre e comunque, nel bene o nel male. In fondo solo due mesi fa c'era un entusiasmo generale e forse eccessivo per l'arrivo di Ibra e Robinho e bisognava essere più lucidi e obiettivi allora nel capire che la squadra, rinforzata in attacco, rimaneva la stessa a centrocampo e in difesa e che, quindi, i problemi estivi restavano tali e non ancora risolti.

L'insoddisfazione attuale è figlia di quell'ingiustificata esaltazione estiva ma così non si va davvero da nessuna parte, perchè una squadra già incerta e in difficoltà rischia di affondare se non sente più fiducia attorno a sè. E anche quando il dissenso non viene manifestato espressamente e chiaramente con fischi o altre manifestazioni palesi, basta girare per gli spalti di San Siro o attorno allo stadio per capire gli umori della tifoseria rossonera: c'è chi non ne può più di questo o di quell'altro (i nomi sono sempre gli stessi...), c'è chi ritiene non da Milan gente come Sokratis o Yepes, c'è chi critica addirittura Ibra perchè non è mai decisivo nelle partite che contano o Robinho in quanto controfigura di Ronaldinho; ora nel mirino è finito anche Pato, che pure ha già segnato quattro gol giocando pochissimo; insomma si salvano in pochi e nessuno vuole vietare a chiunque di pensarla come gli pare, l'importante è che nei novanta e più minuti in cui la squadra gioca, chi è presente allo stadio si sforzi solo ed esclusivamente di sostenerla e di incitarla, perchè si vince o si perde tutti insieme e il pubblico deve essere "dodicesimo giocatore" sempre, non solo quando si vince. Contro il Real il Milan si gioca molto, non tutto, perchè la matematica (che notoriamente non è un'opinione) dice che si può anche perdere e passare ugualmente il turno battendo Auxerre e Ajax nelle restanti due partite (vi ero debitore di una spiegazione...), ma la partita è comunque importante per il morale, visto che si affronta un allenatore che ultimamente ha sempre battuto (e umiliato) il Milan, ma dal quale bisogna imparare proprio la capcità di compattare il gruppo, di motivare l'ambiente (tifosi compresi) e di far capire a tutti che bisogna lottare insieme contro tutto e tutti per vincere, senza divisioni interne ma remando tutti nella stessa direzione. Il Milan ha bisogno dei suoi tifosi, a partire da un mister con lo sguardo sempre più triste e perso nel vuoto dopo ogni batosta e che deve per primo iniziare ad avere l'occhio della tigre, perchè non basta avere forti giocatori e un bel gioco per vincere, ma ci vuole anche grinta, coraggio, determinazione e questa a volte ti viene trasmessa anche da un ambiente che ti carica e ti protegge anche quando sbagli e che non ti fischia appena possibile trasmettendoti insicurezza e paura di sbagliare. Domani sera non conta solo il risultato, ma anche vivere una grande serata tutti insieme: non facciamoci terrorizzare dal Real e da Mourinho come avvenuto in avvio di partita a Madrid, ma cerchiamo di far paura agli avversari, creando un'atmosfera calda e davvero "indiavolata" e se anche le cose non dovessero andare come vogliamo, non smettiamo di sostenere e incitare la squadra ed evitiamo i fischi, perchè sul campo ci sono undici ragazzi che indossano la maglia rossonera che tanto amiamo e che in quel momento ci rappresentano e prendercela con loro vuol dire non fare gli interessi della squadra per cui facciamo il tifo, ma solo spingerla ancor più nel baratro. Chi sente l'istinto irrefrenabile di fischiare, alzi (o abbassi, a seconda del settore) lo sguardo verso la Curva Sud e impari da chi ultimamente sostiene sempre la squadra e lo ha fatto anche a Madrid sullo 0-2 e sabato scorso fino al triplice fischio che ha sancito un'amara sconfitta. Si lotta, si vince o si perde tutti insieme, soprattutto in serate come quella che stiamo per vivere, perchè non conta chi scende in campo ma come lo fa e anche il tifoso deve "giocare" bene, cioè avvantaggiare la propria squadra, a maggior ragione quando si gioca in casa e non essere prevenuto e ipercritico contro alcuni propri giocatori. I momenti difficili si superano insieme e ora più che mai il Milan ha bisogno dei suoi tifosi, perchè siamo ad un bivio della stagione e bisogna prendere la strada giusta, quella della vittoria!

per Milannews.it

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