Allegri, Mou e le "prime volte"
Jacopo Giavenni
Molti lo aspettavano, altri lo avrebbero evitato volentieri. Non stiamo parlando del Real Madrid, bensì del suo allenatore, Josè Mourinho. E’ lui l’avversario del Milan di questa sera, un vero e proprio spauracchio per tutti i rossoneri. Le zuccate di Shevchenko e Ronaldinho, le due uniche reti che condannarono il portoghese contro il Milan in tutta la sua carriera, sono ormai ricordi lontani. La storia recente dice altro, ovvero che il Milan soffre terribilmente questa presenza sulla panchina avversaria, e la gara d’andata al Bernabeu è stata la conferma. Tutti parlano dello Special One e del suo ritorno nell’amata Milano, in pochi ricordano che questa notte a San Siro, oltre a una bordata di fischi (di paura) verso il portoghese, ci sarà in palio qualcosa di più importante, il futuro europeo del Milan. Forse per i ragazzi di Allegri è meglio così. L’egocentrico allenatore di Setùbal anche questa volta ha colpito nel centro, calamitandosi tutte le attenzioni dei media: peccato che questa volta abbia fatto un favore non solo ai suoi ragazzi, ma anche a quelli di Allegri, che in 15 giorni si giocheranno una bella fetta di stagione. Milan-Real Madrid di questa sera avrà sempre quel sapore d’Europa, condito da un totale di 16 Champions League conquistate, ma anche quel retrogusto, ultimamente amarognolo, di derby. Ebbene sì, un antipasto della stracittadina che il prossimo 14 novembre dirà molto anche sul futuro italiano del Milan. Non importa se sulla panchina avversaria non ci sarà più il portoghese, bensì Rafa Benitez, altro personaggio che, volente o nolente, farà sempre parte della storia rossonera.
Massimiliano Allegri, che dopo il primo Real Madrid – Milan si appresterà a vivere il suo primo derby, avrà bisogno dell’aiuto di tutti, in particolare di quei senatori che di prime volte non ne vogliono più sentir parlare. La pressione, come ha ammesso il tecnico stesso, si percepisce. Milano non è Cagliari, perdere contro la Juve o non vedere la palla al Bernabeu non deve succedere, se ti siedi sulla panchina di un club chiamato Milan. In queste ultime settimane Allegri deve aver capito tutto ciò, ecco perché questa sera si farà guidare dai veterani, da coloro che conoscono benissimo il pianeta rossonero e quel fantastico mondo chiamato Champions League. Abbiati, Nesta, Gattuso, Pirlo, Seedorf e, perché no, Inzaghi. Gente pronta a mettere al servizio della squadra quell’esperienza, che in partite del genere, può rivelarsi fondamentale. Senza dimenticare però che nel calcio di oggi senza velocità e atletismo, non si va da nessuna parte. A maggior ragione se di fronte si ha una squadra giovane, motivata da un allenatore pronto a portare a casa anche la sua personale “prima volta”. La storia dice infatti che le Merengues non siano mai uscite vincitrici dal Meazza. La storia sarà importante questa sera, per fare riemergere quell’orgoglio rossonero un po’ sopito ma non ancora morto. Storia da leggere, ma soprattutto da scrivere: Allegri sta già sognando come firmare la sua ennesima “prima volta”.


