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Milan, con Ibra è la fiera del gol: dall'arrivo dello svedese la produzione offensiva è raddoppiataTUTTOmercatoWEB
© foto di Insidefoto/Image Sport
lunedì 20 luglio 2020, 18:00Primo Piano
di Manuel Del Vecchio
per Milannews.it

Milan, con Ibra è la fiera del gol: dall'arrivo dello svedese la produzione offensiva è raddoppiata

La stagione 2019/20 del Milan, ormai prossima alla conclusione, può essere divisa in due parti: a.Z. e d.Z. Tra il serio e il faceto, visto che anche allo svedese piace tanto scherzare sulla divinizzazione della sua figura, avanti Zlatan e dopo Zlatan. A gennaio Ibrahimovic è stato (ri)chiamato in rossonero per dare una grossa mano e ribaltare una situazione che sembrava ormai essere compromessa: il Milan stentava nei risultati, nel gioco e soprattutto nella concretezza sotto porta. Non a casa una delle prime dichiarazioni dello svedese fu: "Mancano tanta fiducia e aggressività vicino alla porta - dice il centravanti in zona mista, dopo lo 0-0 contro la Sampdoria -, non siamo concreti. Spero di portare tutte queste cose, davanti alla porta bisogna andare per ammazzare". Circa sei mesi dopo, per la gioia di Ibra e dei tifosi, i rossoneri sono diventati dei veri e propri killer a sangue freddo.

I NUMERI NON MENTONO - Ancora prima della sua forza mentale, della sua capacità di spronare al meglio i compagni e della sua capacità di alzare l'asticella in allenamento, sono i numeri a parlare il gigante scandinavo. Facciamo un confronto sui dati offensivi del Milan prima e dopo la venuta di Ibra. Prima: 16 gol in 17 gare, con soli 7 giocatori diversi ad aver trovato la rete (Calhanoglu, Piatek, Leao, Theo, Kessie, Suso e Jack). Dopo l'arrivo dello svedese: 37 gol in 17 gare, di cui 25 nelle ultime 8, e un totale di 14 giocatori diversi ad aver timbrato il cartellino (a quelli di prima si aggiungono Ibrahimovic, Castillejo, Rebic, Romagnoli, Saelemaekers, Bennacer e Calabria). Un impatto che ha davvero del clamoroso, con i numeri dell'attacco rossonero che sono letteralmente raddoppiati.

LA SQUADRA HA BISOGNO DI LUI - Intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida col Sassuolo, mister Pioli ha ribadito ancora una volta l'enorme importanza di Ibra per la squadra: "Dobbiamo cercare di essere pericolosi in fase offensiva con più giocatori possibili. La presenza in campo e la posizione di Ibra ci dà tante soluzioni, perché lui è bravo ad uscire dall'area e i compagni bravi a sfruttare questi spazi. I numeri sono eccellenti, inutile negarlo". E non fa niente se al momento dei cambi, fondamentali per preservare la sua condizione fisica, Zlatan sembra non apprezzare più di tanto: "Era arrabbiato perché voleva giocare tutta la partita e fare gol. Le ultime due prestazioni di Ibra sono state di grandissimo livello, è stato un punto di riferimento per i compagni. La squadra ha bisogno di Ibra dall'inizio, quindi deve stare bene".

SENZA TEMPO - Il campionato non è finito e quindi non è ancora giunto il momento di tirare le somme, ma è palese che Ibrahimovic abbia vinto anche questa sfida. A 38 anni, quasi 39, ha dimostrato di poter essere ancora determinante in un campionato di livello come la Serie A. E non è più l'Ibra insopportabile ed incazzoso con i compagni, ma un giocatore maturo che riesce a farsi apprezzare ed amare dagli altri giocatori, che in lui vedono un esempio da seguire e un'icona da ammirare. Il futuro dello svedese ad oggi è ancora incerto e parrebbe essere lontano dal Milan, ma per 6 mesi il mondo rossonero ha potuto godere ancora una volta di un campione senza tempo e senza età.

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