Ibramagia e il Milan non perde colpi
Davide Bin
Il sogno rossonero continua, il primato in classifica pure, grazie ad una vittoria ancora una volta targata Ibrahimovic, anche se questo Milan non è solo Ibra: negli annali del calcio, di questa partita contro la Fiorentina resterà lo straordinario gol in rovesciata dello svedese, ma se i rossoneri hanno conquistato i tre punti devono ringraziare anche uno strepitoso Abbiati, autore di parate decisive, una coppia centrale sempre più affiatata e difficilmente superabile, un centrocampo tosto e battagliero che protegge la difesa ma garantisce anche quegli inserimenti offensivi tanto graditi ad Allegri. Quello che più piace di questa squadra è la determinazione, la voglia di lottare e vincere, lo spirito di gruppo e la volontà che tutti i giocatori mostrano indipendentemente dalla qualità delle loro prestazioni e si tratta di doti con le quali si può arrivare veramente lontano. La prestazione contro la Fiorentina non è stata spettacolare e nemmeno impeccabile e lo dimostra il fatto che il migliore in campo è stato, forse, proprio il portiere Abbiati, ma mentre una volta una partita del genere non sarebbe stata vinta, ora i tre punti arrivano anche quando la qualità del gioco non è eccelsa, ma il popolo rossonero apprezza comunque e fa festa per un'altra vittoria che vuol dire primo posto difeso e magari addirittura consolidato se nel pomeriggio domenicale dovessero arrivare buone notizie.
Allegri schiera un Milan molto simile a quello visto nel derby, perchè in attacco non c'è molta scelta, a centrocampo l'assenza di Pirlo ha come conseguenza la conferma del trio tutta grinta e sostanza e, così, le uniche novità sono sulle fasce in difesa, visto che con Abate squalificato e Antonini improvvisamente indisponibile, viene riproposto Bonera terzino destro con Zambrotta a sinistra; poteva e doveva essere la partita del rilancio di Ronaldinho, ma il brasiliano viene confinato ancora una volta in panchina e questa volta c'è il forte sospetto che oltre ai motivi tattici e tecnici ci sia anche la "punizione" per ciò che ha combinato in settimana, preferendo il divertimento fino a notte fonda ad una vita da atleta. Nonostante tutto Dinho appare sorridente, forse perchè serenità, entusiasmo e soddisfazione sono parole molto usate a Milanello in questi giorni per definire il clima che si respira dopo l'esaltante vittoria nel derby. Lo stesso clima che c'è fra i tifosi, anche se in verità lo stadio è ancora mezzo vuoto, nonostante il primato in classifica; viene il sospetto che se il Milan fosse a metà classifica, sugli spalti ci sarebbero pochi intimi e forse questa squadra meriterebbe maggior seguito e sostegno; comunque poco male, perchè la Curva Sud fa un gran tifo, incita i giocatori fin dal momento del riscaldamento e non si dimentica di salutare con soddisfazione tramite uno striscione l'ingresso in società di Barbara Berlusconi. Ovviamente ci sono ancora i postumi del derby, testimoniati dai tanti cori anti-Inter che si sentiranno per tutta la serata.
Il Milan prova a partire a gran ritmo per sorprendere l'avversario, il gran tiro dalla distanza di Bonera strappa applausi ma la punizione di D'Agostino mette i brividi e fa capire che la partita sarà tutt'altro che facile; pian piano l'ardore iniziale dei rossoneri si spegne e la squadra fatica sempre di più a raggiungere l'area viola; la soluzione dalla distanza è la più gettonata, ma per il resto il Milan è lento e prevedibile e il suo gioco non trova sbocchi, ma questa è una conseguenza dell'assenza del regista e della contemporanea presenza di tre incontristi. Seedorf non è in serata di grazia e lo dimostra sprecando ben tre calci d'angolo; Ibra alterna grandi giocate a momenti di pausa; Robinho corre molto ma non sempre fa la cosa giusta e, così, non solo si fatica ad impensierire Boruc, ma si soffre spesso quando la Fiorentina si affaccia in avanti e il colpo di testa di Kroldrup costringe Abbiati al secondo grande intervento della serata dopo quello su D'Agostino. Il Milan ci prova con gli inserimenti dei centrocampisti, ma Flamini viene fermato in modo sospetto al termine di una bella azione manovrata e Gattuso si allunga troppo il pallone in area e consente l'uscita di Boruc; Ibra prova a fare tutto da solo con qualche sgroppata o con una punizione da distanza siderale, ma il gol non arriva. In serate come questa ci vuole il lampo di genio del singolo, la prodezza che rompe gli equilibri e puntualmente arriva nel momento più opportuno, cioè nel finale di tempo: Ibrahimovic, e chi sennò, stoppa un pallone in area e sceglie la soluzione più difficile, ovvero una rovesciata che sorprende Boruc e manda in estasi i tifosi rossoneri, che si spellano le mani per gli applausi, ma rimangono con il fiato sospeso quando vedono il giocatore a terra; fortunatamente si tratta solo di una botta alla mano, perchè Ibra ha dimostrato di essere sempre più fondamentale per questa squadra e viene da chiedersi con terrore che Milan sarebbe senza di lui.
Nella ripresa il Milan prova a chiudere subito la partita per soffrire meno del solito e il protagonista è Seedorf che per due volte ha la palla buona, ma prima il suo tiro al volo finisce a lato e poi l'olandese è in leggero ritardo sull'imbeccata di Flamini. Dopo un episodio dubbio in area rossonera (ma Zambrotta tocca prima il pallone e poi Cerci), Nesta si divora un gol di testa da posizione favorevolissima, mandando il pallone "in bocca" a Boruc e poi tocca ai rossoneri chiedere il rigore per un netto fallo di mano di Kroldrup su un cross di Flamini; sul corner successivo Seedorf cambia strategia e serve fuori area l'accorrente Thiago Silva, la cui staffilata finisce fuori di poco e strappa applausi, dimostrando nel contempo che in questo Milan tutti, attaccanti ma anche centrocampisti e difensori cercano la via della rete. I rossoneri meriterebbero il raddoppio e continuano a cercarlo con il solito Ibra ma anche con il nuovo entrato Boateng (al posto di Robinho) che ha un ottimo impatto sulla partita, prova il tiro che costringe alla difficile parata Boruc, cerca assist e colpi di tacco e dà il suo contributo ad una squadra ormai un po' stanca. Dopo tanti gol sbagliati, per la solita legge del calcio si rischia la beffa, quando Ljajic calcia a botta sicura su assist di Gilardino, ma Abbiati salva la preziosa vittoria con un altro miracolo. Un altro finale da brividi per il Milan e non si può mai stare tranquilli fino alla fine, perchè la Fiorentina ci prova; Allegri inserisce anche Ronaldinho negli ultimi cinque minuti e il brasiliano, nonostante tutto, viene accolto da un'ovazione; ci sono applausi anche per chi esce (Seedorf) e la sfida rimane intensa e combattuta fino all'ultimo e lo dimostrano l'ammonizione per Ibra e l'espulsione di Kroldrup a pochi secondi dal termine. Il triplice fischio sancisce la vittoria e fa scattare il boato liberatorio del popolo rossonero, che può festeggiare l'ennesima vittoria, ringraziare il "solito" eroe (Ibra) e riprendere a cantare un mix di cori pro-Milan e anti-Inter, perchè il derby rimane negli occhi e nel cuore di tutti. Ma la cosa più importante è che il Milan prosegue la sua corsa e per una notte va addirittura in fuga; è una squadra che sa vincere soffrendo e lottando, che non ha risolto tutti i problemi e non è perfetta, ma che è diventata più scaltra e concreta rispetto al recente passato. Ai tifosi va benissimo anche così, perchè dopo qualche anno di sofferenza c'è tanta voglia di vincere e non importa come...tanto poi ci pensa sempre Ibra!


