Ibra colpisce da un piedistallo granitico
Francesco Somma
E alla fine ci ha pensato lui, ancora una volta, a mettere a segno la zampata vincente: Zlatan Ibrahimovic, professione cecchino invisibile; segni particolari: camaleontico. Già, perché quasi tutte le apparizioni dello svedese in maglia rossonera sono contraddistinte da un filo conduttore comune: inizio di basso (talvolta bassissimo) profilo, prosecuzione identica. Quando nessuno – tifosi, compagni, e soprattutto avversari - se l’aspetta, poi, tira fuori dal cilindro il colpo inatteso, quello che vale quasi sempre tre punti, ed un sigillo in più nella sua carriera al Milan (sono 7 in campionato, con due penalty).
Se, tenendo conto o meno dell’assenza di Pato, Ibrahimovic è l’arma letale della squadra, l’uomo capace di metterla dentro in ogni occasione, il piedistallo da cui lo svedese può colpire è rappresentato dalle solide fondamenta costruite da Allegri. In barba ai pronostici di inizio campionato, la parola chiave del tecnico toscano è diventata in poche giornate “equilibrio”. La corsa, la grinta e la determinazione ad essere padroni del centrocampo, palesate dagli ottimi Gattuso, Ambrosini e Flamini rappresentano la vera esclusiva del nuovo Milan, fondato sulla forza più che sulla tecnica. A tal punto da mettere in discussione l’imprescindibilità di Pirlo, da anni faro del gioco rossonero. In assenza del bresciano, la cabina di regia passa ad uno dei tre mastini, e il compito di accendere i guizzi degli attaccanti spetta ai trequartisti: Seedorf, Ronaldinho, o Robinho, con l’olandese che al momento offre più garanzie degli altri, malgrado ieri sera non abbia brillato.
Se Ibra, Robinho e compagni girano bene, tuttavia, gran parte del merito tocca alla parte più bassa del piedistallo, a quel reparto difensivo che ormai non fa quasi più notizia. Gli esterni variano, e da tempo fanno bene il loro dovere; i centrali restano. Sapere di poter contare sulla determinazione e sulle eccellenti doti tecniche di due atleti del calibro di Nesta e Thiago Silva, è un’iniezione di serenità non da poco, per tutti. Anche per Abbiati, ieri sera tornato convincente. La strada è segnata, il solco tracciato: per andare avanti e ottenere risultati è necessario che tutti assolvano ai propri compiti dando il meglio di sé stessi.


