Pirlo o non Pirlo, questo Milan vola
Redazione MilanNews
Ibra fa storia a sé: imprescindibile, irrinunciabile, intoccabile. E in fondo non c’è nulla di male: ha caratteristiche uniche, ed è pure l’unico centravanti rimasto. Tutti gli altri invece sono uguali davanti alla legge. Quella di Allegri. Che in quattro mesi ha inculcato ai suoi ragazzi un concetto semplice ma a volte difficile da recepire: non ci sono figli e figliastri. I fatti gli stanno dando ragione. A parte alcuni casi, inevitabili, il confine fra prime e seconde linee è sottilissimo. Così, chi viene chiamato in causa dà sempre il massimo. Ovviamente c’è chi sta fuori per scelta tecnica e chi per problemi fisici. Aquest’ultima categoria appartiene Pirlo, che per via di una botta a una coscia rimediata col Real ha saltato Palermo e Fiorentina, e ha giocato a mezzo servizio col Bari, nel derby e in Nazionale.
In altri contesti storici ci sarebbe stato da mettersi le mani nei capelli: quest’anno no. La vera notizia stagionale è che il Milan targato Allegri può permettersi di rinunciare al suo direttore d’orchestra senza andare in affanno. Anzi. Cavandosela benone. Chiariamo subito: la riflessione non porta a concludere che il Milan è migliore senza il suo regista, ma semplicemente che questa squadra sa comportarsi molto bene anche senza di lui. Nasce tutto dal tipo di gioco e di atteggiamento che chiede Allegri. Cioè palloni che viaggiano velocemente, inserimenti frequenti da centrocampo, spirito aggressivo a partire dagli attaccanti. Ecco perché una mediana composta da Gattuso, Ambrosini e Flamini (o Boateng) è ideale per interpretare il credo del tecnico livornese.


