Ed ora Ibra ha un desiderio
Antonio Vitiello
La storia rossonera di Zlatan Ibrahimovic è iniziata con il gol all’Auxerre, il 16 settembre, al debutto a San Siro. Dopo il ko di Cesena si sveglia Ibra che risolve in tre minuti e al Milan passa la paura. Turno successivo: a Amsterdam il Milan pareggia grazie a un gol di Ibrahimovic. A Madrid, la squadra stecca. Al ritorno, Ibra spalanca la strada alla storica doppietta di Inzaghi. Ibrahimovic aveva segnato 20 gol in carriera in Champions League prima di infilarsi la maglia rossonera e da quando è tornato a Milano ne ha già segnati tre. Ha portato al Milan tre dei cinque punti che la squadra possiede in classifica. “Dobbiamo vincere a Auxerre.
Auxerre è una partita importante quanto queste di campionato. La Champions League è molto importante per noi”. Ibra ha sempre più voglia di lasciare il segno che mai è riuscito a lasciare sul continente, scrive questa mattina La Gazzetta dello Sport. A 29 anni, il Milan resta il veicolo più adatto per dimostrare che l’etichetta di mister Scudetto è una bella cosa, ma si può fare molto di più. Era l’erede designato di Van Basten, uno che di Palloni d’oro ne ha collezionati tre. Però il filo si è spezzato da qualche parte. Domani da Auxerre passa il treno della qualificazione e Ibra sa che non è il momento di fermarsi a pensare.


