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Missione compiuta!

autore
Davide Bin
per Milannews.it
mercoledì 24 novembre 2010, 01:07Vista dalla Curva
autore Davide Bin
24.11.2010 01:07Vista dalla Curva
Il Milan batte in scioltezza l'Auxerre e la contemporanea sconfitta dell'Ajax contro il Real permette ai rossoneri di qualificarsi agli ottavi di Champions con un turno di anticipo.
LINGRIA/PHOTOVIEWS
LINGRIA/PHOTOVIEWS

Il momento magico del Milan prosegue anche in Europa: vittoria ad Auxerre e "regalo" di Mourinho che con il suo Real batte l'Ajax e consente ai rossoneri di timbrare il passaporto europeo e proseguire il cammino in Champions League; tutto come nelle più rosee previsioni della vigilia ed obiettivo centrato al primo match ball, così da trasformare l'ultima sfida del girone, a San Siro contro l'Ajax, in un'amichevole di lusso e in una festa, ma soprattutto con la possibilità di concentrarsi sul campionato da questo momento fino a febbraio. All'Abbè-Deschamps il Milan ha ottenuto il massimo risultato con il minimo sforzo, limitandosi al minimo sindacale di occasioni da gol per centrare la vittoria: un primo tempo sonnacchioso e non certo spettacolare, con i rossoneri che hanno amministrato il risultato senza correre rischi e controllando la partita, consapevoli che prima o poi il guizzo vincente sarebbe arrivato, perchè là davanti c'è un certo Ibrahimovic, che sarà anche stanco e non a posto fisicamente, ma al quale basta un pallone per decidere una partita e, infatti, il primo che ha ricevuto lo ha scaricato alle spalle del portiere avversario con un tiro imprendibile. Poi, in un'ideale "staffetta del gol", ha chiesto il cambio e ha lasciato il posto in campo a Ronaldinho, che ha completato la festa con il secondo gol, importante soprattutto per lui, che sta cercando di riconquistare la fiducia di Allegri e vuole lasciarsi alle spalle un momento difficile, in cui ha capito che la squadra può fare a meno del suo contributo.

Allegri, infatti, non si fa indurre in tentazione e non cambia la squadra che ha vinto quattro partite di fila in campionato: stessa coppia d'attacco (Ibra-Binho), stesso trequartista (Seedorf), stesso trio di centrocampo (Ambrosini, Flamini, Gattuso, ormai ridefiniti i "tre moschettieri") e quasi stessa difesa, visto che rispetto alla partita di sabato contro la Fiorentina c'è Abate al posto di Bonera sulla fascia destra. L'Auxerre non è una squadra che appartiene all'elite europea, nel suo campionato è a metà classifica, ma non per questo la partita si presenta facile e scontata, perchè nel calcio moderno ogni sfida nasconde delle insidie. Il piccolo stadio Abbè-Deschamps è pieno e ci sono anche un migliaio di tifosi rossoneri che si fanno sentire e incitano la squadra con continuità ed entusiasmo.

In avvio il Milan tiene basso il ritmo, si limita a controllare la situazione con la tranquillità e la serenità tipica di chi è consapevole delle proprie forze e sa che prima o poi può risolvere in qualunque momento la partita. L'Auxerre pressa, corre, si impegna, ma va sempre a sbattere sul muro difensivo rossonero e si limita ad innocui tiri da lontano. Abbiati deve svolgere solo l'ordinaria amministrazione, cioè uscite, respinte di pugno, facili prese e gli unici brividi vengono dalla punizione di Dudka che il portiere rossonero devia in angolo e da un tiro-cross insidioso che esce di poco. Il Milan ci mette addirittura metà tempo a costruire un'azione degna di nota, ma Seedorf non sfrutta la sponda di testa di Ibra e mette alto; la seconda ed ultima occasione rossonera del primo tempo nasce da un errore di disimpegno di Coulibaly, sempre su imbeccata di Ibra, ma il pallone capita sui piedi non certo fatati di Gattuso che, infatti, spreca malamente da favorevolissima posizione; per il resto tanto possesso palla, poche verticalizzazioni e molta noia.

Nella ripresa ti aspetti un Milan galvanizzato dalle notizie provenienti da Amsterdam (l'Ajax sta perdendo 2-0 con il Real) e alla veemente ricerca di quel gol che vorrebbe dire aritmetica qualificazione agli ottavi, ma il copione non cambia molto rispetto al deludente e brutto primo tempo; certo, i rossoneri provano a premere un po' di più sull'acceleratore dopo un tempo intero giocato con il freno a mano tirato: i due terzini spingono con maggior impegno sulle fasce, il possesso palla è un po' meno sterile, il ritmo è leggermente più alto, ma di clamorose occasioni da gol nemmeno l'ombra. In avanti Robinho e Ibra provano a vivacizzare la manovra, il primo correndo e svariando molto sulle fasce, il secondo con le solite sponde a favore degli inserimenti dei compagni; poi, in pochi minuti, si capisce la differenza fra un buon giocatore (Robinho) e un furoiclasse (Ibrahimovic), visto che due occasioni simili hanno due epiloghi molto diversi: il brasiliano riceve palla da Abate e tira debolmente addosso ad un difensore avversario, lo svedese, raccoglia un pallone vagante al limite dell'area e tira una sassata impressionante all'incrocio, fulminando Sorin e tutto l'Auxerre e portando in vantaggio il Milan alla prima vera occasione capitata sui suoi piedoni fatati. Sbloccato finalmente il risultato, il Milan può controllare la partita, ma Abbiati fa correre uno dei rari brividi della serata ai suoi tifosi con un'uscita alta sbagliata. L'Auxerre prova a reagire e a creare qualche grattacapo alla difesa rossonera e, allora, Allegri rinforza gli argini inserendo Boateng al posto di un impalpabile Seedorf. Ben presto l'Auxerre si sgonfia e sembra non crederci più, mentre Ibra finisce la benzina e chiede ripetutamente il cambio; Allegri per un po' fa finta di non sentirlo, poi lo accontenta e lo sostituisce con Ronaldinho, che dopo aver sorriso a bordo campo per la prodezza di Ibra, decide di regalarsi un sorriso ancor più solare segnando in pieno recupero il bel gol del raddoppio: riceve palla da Robinho, entra in area puntando il difensore e insacca a fil di palo con un delizioso tiro a girare. I compagni lo sommergono con un gigantesco abbraccio e, idealmente, lo fanno tutti i tifosi rossoneri nello spicchio di stadio da loro occupato, perchè Dinho rimane un idolo nonostante le panchine e le bravate notturne. Il gol di Ronaldinho è la ciliegina sulla gustosa torta della vittoria-qualificazione e al fischio finale dell'arbitro si scatena la festa in campo e nel settore ospiti dell'Abbè-Descahmps, perchè un primo obiettivo, seppur parziale, è stato centrato e l'avventura europea continua.

Missione compiuta e non poteva essere altrimenti, visto il reale valore delle rivali per il secondo posto: l'Auxerre ha giocato con impegno e determinazione ma, in fondo, ha fatto solo il solletico ad un Milan che è sempre più solido e concreto e l'Ajax è affondato al cospetto del Real; ottenere la qualificazione con una giornata di anticipo è importante in chiave campionato e consente di derubricare ad "ininfluente" la sfida contro l'Ajax dell'8 dicembre, facendo rifiatare almeno in quell'occasione chi gioca sempre. Un Milan più compatto e concreto che spettacolare, quello visto ad Auxerre, ma ormai la tendenza è questa, con tre mastini a centrocampo e quell'immenso Ibra là davanti che trasforma in oro tutti i palloni che tocca; è il Milan di Allegri, non è certo il Milan che piace a Berlusconi, ma a volta bisogna fare di necessità virtù e la necessità in questa stagione è vincere, non importa come e l'allenatore rossonero è stato bravo a capire che con una squadra infarcita di punte e rifinitori si sbandava troppo e si rischiavano pericolose uscite di strada, mentre ora la squadra riveduta e corretta è equilibrata e viaggia a ritmo spedito, superando qualunque ostacolo pur senza incantare e da qualche partita riesce anche a fare a meno dell'ingranaggio una volta ritenuto indispensabile e imprescindibile, quell'Andrea Pirlo di cui non si sente la mancanza e che può recuperare con calma dai suoi acciacchi, perchè ora basta un solo pallone buono per vincere le partite...l'importante è darlo a Ibra!

per Milannews.it

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