Il Milan ha una valida strategia: mai più tranelli invernali
Matteo Calcagni
"O prendiamo un giocatore importante o nulla" ha parafrasato Adriano Galliani nei minuti antecedenti alla sfida di Auxerre, facendo dunque intuire che il Milan non ha alcuna intenzione di buttarsi su seconde scelte o, ancora peggio, su giocatori inutili alla causa e pesanti sul bilancio. Nelle ultime settimane si sono rincorsi numerosi nominativi, alcuni più affascinanti di altri: l'Amministratore Delegato si è trincerato dietro una classica percentuale che, considerando le reminiscenze estive, accresce la speranza verso un possibile "colpo" in entrata. Operare a gennaio non è mai facile: non lo dice solo Galliani ma ne parlano i numeri. I grandi campioni, o anche ottimi giocatori, difficilmente si spostano nella finestra invernale di mercato e, sotto questo punto di vista, diventa fondamentale l'esperienza dei vari manager, cercando magari di anticipare operazioni future e chiuderle in inverno. Difficile stilare un borsino di mercato, soprattutto considerando le poche indicazioni (giustamente) rese note dalla dirigenza del Diavolo: quello che, tuttavia, pare assai probabile, è che il Milan voglia prendere un giocatore utile sia per il presente che per il futuro, non un semplice tappabuchi per sei mesi.
L'esperienza Mancini, ma anche quella Marcio Amoroso qualche anno or sono, è servita di lezione all'ambiente rossonero, non più intenzionato nel puntare su nomi esotici e di fama antiquata, con altissime chances di aumentare esclusivamente il monte ingaggi, senza ricevere nessun surplus tecnico e/o numerico. In estate, per trovare un'alternativa a Ronaldinho e Pato, Galliani si è tuffato su Robinho, non certo l'ultimo arrivato e al momento assolutamente imprescindibile per l'undici di Allegri. A gennaio potrebbe profilarsi una situazione simile, anche perchè, considerando il valore incommensurabile di Zlatan Ibrahimovic, diverrebbe quantomeno azzardato ed improprio sostituirlo con un attaccante di basso rilievo. Non sono tanti i grandi nomi che possono muoversi a gennaio, e lo sono ancora meno quelli che hanno la possibilità di essere schierati in Champions League: l'Amministratore Delegato rossonero lo sa benissimo e, considerando la percentuale piena zeppa di margine (Ibra in estate non arrivava al 99.9%, ora si parla di un ben più aperto 90%-95%), sembra evidente che le idee siano già piuttosto chiare.


