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E' L'INIZIO DELLA FINE?

autore
Davide Bin
per Milannews.it
venerdì 16 gennaio 2009, 12:01Vista dalla Curva
autore Davide Bin
16.01.2009 12:01Vista dalla Curva

Nelle ultime ore la "bomba di mercato" riguardante Kakà è esplosa, scatenando un vero e proprio putiferio: la società, tramite il suo organo ufficiale, ovvero Milan Channel, ha ammesso che l'offerta faraonica esiste e la sta valutando, dando il permesso al giocatore di trattare; i tifosi sono già in rivolta, davanti a Via Turati e tempestando i media di lettere e messaggi; il giocatore sembra abbia litigato telefonicamente con il padre-procuratore, che vuole ovviamente accettare l'offerta infischiandosene dei desideri del figlio che vorrebbe rimanere a Milano; insomma la situazione è in continua evoluzione, nulla è deciso, anche se molti danno già per concluso, o almeno molto vicino alla conclusione l'affare. La sensazione è che, comunque vada a finire, ancora una volta, come già accaduto in altre occasioni in questi ultimi tempi, il Milan non ne uscirà bene e farà una brutta figura con i suoi tifosi e davanti al mondo: Kakà potrebbe anche rimanere a vita in maglia rossonera, ma il solo fatto di aver ascoltato e ponderato l'offerta dimostra che la società non è più quella di una volta. In altri tempi il "caso Kakà" sarebbe stato chiuso in pochi minuti: una bella conferenza stampa in cui il giocatore dichiara, come del resto ha fatto, che vuole rimanere al Milan e il presidente (o chi per esso visto che il Milan attualmente non ha un presidente...) rilancia dicendo che un campione, un simbolo, una bandiera della squadra come Kakà non ha prezzo, quindi qualunque offerta non viene nemmeno presa in considerazione e l'emiro può pure risparmiarsi la fatica, non sprecare il suo tempo e tornarsene a Manchester con il suo bel gruzzoletto. Nel Milan società migliore del mondo e "squadra famiglia" dovrebbe funzionare così, perchè il club più titolato del pianeta non vende il suo giocatore più forte dopo averlo cresciuto e fatto diventare Pallone d'Oro come farebbe una provinciale qualsiasi; invece l'offerta viene valutata e potrebbe essere accettata, anche se, ovviamente, sarà il giocatore a doversi prendere l'eventuale responsabilità dell'addio, come avvenuto nel caso di Shevchenko, nonostante sia ormai scontato che i cento, o forse più, milioni di Euro ingolosiscono molto anche il Milan (altrimenti, ripeto, l'offerta sarebbe stata immediatamente rispedita al mittente). Proprio ieri avevo scritto che il Milan stava vivendo un momento decisivo non solo per il presente ma anche per il futuro, sia a livello tecnico che dirigenziale; i fatti delle ultime ore mi portano, però, a dire che siamo arrivati ad un vero e proprio punto di svolta nella storia del Milan berlusconiano: vendere Kakà vorrebbe dire ridimensionarsi definitivamente e passare da società che ambiva ad acquistare i migliori giocatori del mondo a società che, non solo fatica ad acquistare i pezzi più pregiati (le utlime sessioni di mercato lo dimostrano), ma addirittura se ne priva e che è quindi destinata ad un lento ma inesorabile declino.

La storia ci insegna che qualunque impero, anche quello più vasto e apparentemente invincibile, una volta arrivato al suo punto di massima espansione, ha iniziato a sgretolarsi per poi finire in rovina e scomparire, travolto dalle sue stesse manie di grandezza e invulnerabilità. Il punto di massima espansione dell'impero Milan sembra essere stato il Mondiale per club 2007, quando la squadra rossonera è diventata la più titolata del mondo; ora accettare di far partire il giocatore simbolo (perchè il Milan avrà anche molte stelle, ma con il dovuto rispetto per tutte è Kakà la più splendente e luminosa) sarebbe l'inizio della fine per la società di Via Turati, che su quella vittoria a Yokohama ha vissuto di rendita per una stagione intera (non più tardi di un mese fa Galliani ha accettato serenamente una sonora "suonata" a Torino contro la Juventus e ha dormito tranquillo, tanto lui era ancora campione del mondo...) senza accorgersi che nel frattempo il Milan non è più la meta più ambita dei giocatori "giovani" più forti del mondo, ma solo di chi era in crisi e aveva bisogno di rilanciarsi (Ronaldinho), di star mediatiche che cercano una "beauty farm" dove allenarsi un paio di mesi (Beckham) e di giocatori in declino e nella fase discendente della carriera (Ronaldo). Per onestà bisogna ammettere che l'offerta per Kakà è esagerata, illogica, enorme e farebbe tentennare e vacillare chiunque, ma se sei la società più solida e famosa del mondo ringrazi, rifiuti in un attimo e passi oltre; il solo fatto di non essersi comportati così dimostra definitivamente che in Via Turati qualcosa non funziona più, che la mentalità e cambiata, che il culto del denaro ha preso il sopravvento e che la concezione di "squadra famiglia" che non manda via nessuno e in cui prevalgono i sentimenti e il romanticismo può andare a farsi benedire. Serve una reazione d'orgoglio, serve una scelta da Milan, quel Milan che non ha mai ammainato le sue bandiere (Baresi o Maldini) anche in momenti più difficili di questo e davanti ad offerte irrinunciabili che ci sono state e, non solo non sono state prese in considerazione, ma non sono nemmeno state rese pubbliche se non molti anni dopo; se questa reazione non ci sarà, comunque vada a finire il "caso Kakà", sarà l'inizio della fine per quella che è stata la società migliore del mondo, ma ora sembra davvero esserne solo una lontana parente!

per Milannews.it

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