Il Milan cerca un attaccante, ma ne aveva due in casa...
Matteo Calcagni
L'attacco del Milan 2010/11, nel giro di un weekend, ha completamente mutato la sua forma: i rossoneri, a pochi giorni dalla chiusura del mercato, si apprestavano ad incominciare la stagione con lo stesso identico pacchetto di punteros della passata stagione (Borriello, Huntelaar, Inzaghi, Pato e Ronaldinho). Un reparto offensivo, quello milanista, che contava su tante prime punte, ma nessuna vera alternativa al fantasioso duo brasiliano, considerando anche la grande fragilità del Papero ex Internacional. Un coup de théâtre a Barcellona ha tuttavia modificato completamente le carte in gioco, facendo approdare al Milan un vero fenomeno e fuoriclasse come Zlatan Ibrahimovic: lo svedese, acquisito in prestito con obbligo di riscatto di 24 milioni di euro, ha già dimostrato il suo estremo valore, risultando decisivo in quasi tutte le gare di questo Diavolo targato Allegri. L'arrivo dell'ex nerazzurro, sul finire di agosto, ha smosso le acque in casa rossonera, facendo propendere Huntelaar ad accettare la cessione e, poche ore più tardi, spingendo Borriello a cercare fortuna altrove, con la Juventus e la Roma pronte a piazzare l'affondo decisivo. Il centravanti partenopeo, non disposto a fare la seconda scelta al Milan, ha scelto per la destinazione capitolina, venendo sostituito da Robinho nell'ultimo giorno utile di mercato. Una scelta, quella di acquisire il verdeoro, che è risultata assolutamente azzeccata, considerando il perdurare dei problemi muscolari di Pato e la finora non esagerata brillantezza del Gaucho. L'unico appunto, tuttavia, che ora sta creando qualche piccolo problema numerico, è l'assenza di prime punte da alternare con Zlatan Ibrahimovic: Filippo Inzaghi, che aveva dimostrato di poter dare pienamente il suo contributo, ha concluso anticipatamente la stagione a causa di un grave infortunio ai legamenti del ginocchio.
La concomitanza con l'ennesima ricaduta del ventunenne brasiliano, inoltre, ha creato l'attuale emergenza rossonera: una situazione che sarebbe stata certamente più rosea, se uno tra Huntelaar e Borriello fosse rimasto al Milan. Ora, nonostante Galliani usi percentuali non certo beneaguranti, la dirigenza rossonera si sforzerà per trovare un sostituto per SuperPippo. "Un campione o rimaniamo così" ha dichiarato l'Amministratore Delegato, segno che di seconde scelte, a Milanello, non ce n'è necessità. Intanto il duo olandese-campano continua a fare bene, rispettivamente con la maglia dello Schalke 04 e della Roma: il "Cacciatore" ha siglato ben 19 gol stagionali, suddivisi tra team tedesco e Nazionale; il ventottenne di Napoli ha segnato invece nove reti, di cui tre in Champions League come Huntelaar. Un bottino di tutto rispetto, che però non può essere paragonato allo straordinario contributo di Zlatan Ibrahimovic, un vero leader in tutto e per tutto: non solo gol, ben 11, ma una straordinaria importanza in campo ed all'interno dello spogliatoio. La presenza dello svedese infonde sicurezza e forza nei compagni, che senz'altro ne beneficiano sia a livello psicologico che tecnico. Galliani sarà costretto ad operare sul mercato a gennaio, ma senza affanni esagerati, perchè il vero campione invidiato ora veste la casacca del Diavolo.


