Il ruggito del Capitano
Matteo Calcagni
Se il Milan ha ritrovato la sua quadratura, oltre alle mosse di Allegri e al nuovo trio dei mediani, molto deve anche al ritorno del suo Capitano Massimo Ambrosini. Il centrocampista pesarese, fuori dai campi da Milan-Auxerre per una brutta distorsione al ginocchio, dopo essere subentrato nella ripresa del match interno contro il Real Madrid, ha fatto il suo ritorno in grande stile a Bari, siglando anche un gol in apertura di incontro. La solidità e l'importanza del trentatreenne pesarese, in questo ultimo arco di partite, sono state ampiamente visibili: un muro davanti alla difesa, su cui si sono imbattuti i vari avversari dei rossoneri, abile anche nel trovare i compagni in attacco, dando luogo a ripartenze veloci e precise. Ambrosini non è Andrea Pirlo: non vedremo lanci vellutati e geometrie euclidee, ma il ruolo di perno centrale della linea mediana gli calza comunque a pennello.
Il suo ritorno è coinciso con questo periodo d'oro del Milan e, insieme all'apporto di baluardi come Gattuso, Flamini e Boateng, è riuscito a portare al Diavolo quell'equilibrio che tanto veniva decantato negli scorsi mesi. Con il ritorno del metronomo bresciano, le scelte e possibilità per Allegri aumenteranno: Pirlo potrà tornare nel suo ruolo originale, spostando Massimo sulla posizione di interno; oppure il regista Azzurro potrebbe consentire un sapiente turnover con Clarence Seedorf, andando a costituire un'alternanza di piedi buoni dietro le punte. Il ruggito del Capitano, intanto, si sta dimostrando un elemento fondamentale e focale per questo nuovo Milan.


