Da Leo a Leo: primi indizi di nuovo Milan
Fabrizio Tomasello
Da qui a 6 giorni cambierà tutto, o quasi. Sabato 21 luglio, al termine dell’Assemblea dei soci, il nuovo Milan targato Elliott prenderà finalmente forma. A quel punto saranno più chiari anche gli orizzonti di gloria per quanto riguarda il mercato, attualmente fosco e nebuloso come troppo spesso accaduto nella recente storia dell’Ac Milan. Una delle poche certezze che abbiamo maturato finora è che la campagna acquisti rossonera dovrà chiudersi in pareggio, e fin qui ci siamo; ma soprattutto saranno necessarie cessioni per garantire circa 55 milioni di plusvalenza. Eviterò di entrare nei pericolosi meandri di calcoli, ammortamenti, costi di cartellino e stipendi, intanto perchè non ho mai amato le tabelline, ma soprattutto perchè francamente mi sarei anche stancato di continuare a parlare di economia aziendale, mentre avrei una gran voglia di calcio giocato. Sta di fatto che dei tanti nomi che hanno preso a circolare tra coloro in uscita del Milan, i più gettonati sono quelli di Donnarumma, Suso e Bonucci.
Se per Gigio e Jesus un’ipotesi cessione può essere concretamente presa in considerazione, il primo visto che è arrivato a Milanello un altro portiere di sicuro affidamento come Reina, il secondo perchè nel suo contratto c’è una clausola rescissoria fissata a 38 milioni che lo libererebbe, indipendentemente dalla volontà del club rossonero, diverso è il discorso relativo a Leonardo Bonucci.
Innanzitutto c’è da prendere atto che i tifosi ormai l’hanno eletto indiscutibilmente leader e condottiero di questo gruppo. Lunedì scorso, giorno del raduno del Milan, è stato il capitano il più acclamato dagli oltre 1000 appassionati milanisti, ricevendo tra l’altro anche l’abbraccio della sud.
È corretto ipotizzare che la cessione di Bonucci alleggerirebbe, e non di poco, il monte stipendi rossonero, ma se parliamo di plusvalenza allora non ci siamo. Arrivato al Milan la scorsa estate per la consistenza cifra di 42 milioni di euro, a quanto dovrebbe essere rivenduto adesso il capitano della Nazionale per far sorridere il bilancio del club?
La sensazione è che la nuova proprietà, tenendo fede ai buoni propositi di Paul Singer secondo cui «Elliott è impaziente di cimentarsi nella sfida di restituire il Milan al Pantheon dei top football club europei al quale appartiene di diritto», non accetti di iniziare questa nuova avventura privandosi di Leonardo Bonucci, l’uomo più carismatico e di maggior prestigio internazionale presente in rosa.
Quello stesso prestigio internazionale che i vertici del fondo americano stanno cercando nel nuovo management del Milan. Franco Baldini (vecchia conoscenza del calcio italiano e attualmente consulente di James Pallotta), Giovanni Carnevali (ad del Sassuolo), Ivan Gazidis (direttore esecutivo dell’Arsenal), tutti sono stati accostati al club rossonero negli ultimi giorni, ma il nome che ha destato maggiori attenzioni è quello di Leonardo Nascimento de Araujo, in arte Leonardo, uno dei personaggi più controversi della recente storia rossonera.
Grande talento in campo, eccellente dirigente e soprattutto consulente di mercato dopo, è grazie al grande istinto e alla straordinaria abilità diplomatica di Leonardo che i tifosi rossoneri hanno potuto esaltarsi con le giocate di autentici fenomeni brasiliani del calibro di Kakà e Thiago Silva, arrivati a Milanello a seguito delle sue intuizioni e della sua intercessione. Poi Galliani ha voluto strafare, l’ha costretto ad un’esperienza sulla panchina del Milan, l’ha esposto alle dure e pubbliche accuse di un Berlusconi sempre più ingombrante, mettendo di fatto la parola fine ad un sodalizio durato 8 anni.
Il capitolo seguente è un concentrato di sgradevoli sensazioni: prima il passaggio all’Inter, quindi la nomea di traditore, infine gli insulti da parte del popolo milanista e perfino un antipatico scontro verbale durato più di qualche mese (di recente finalmente ricomposto) con l’attuale tecnico Gattuso.
La reazione dei tifosi al diffondersi della notizia è stata piuttosto prevedibile (il termine “mercenario” uno dei più soft utilizzati nei suoi confronti) ma forse potrebbe valere la pena fare una piccola riflessione sulla pregevolezza e il valore del lavoro svolto da Leo al Milan.
Poi chissà, potrebbe non accadere nulla del genere e sabato 21 ci ritroveremmo a parlare di tutt’altro Milan, magari ancora con Fassone e Mirabelli al timone. L’importante però è che si decida in fretta e bene. Il 17 agosto è domani e il mercato rossonero è ancora fermo a tre parametri zero in entrata e praticamente nulla in uscita, mentre le altre si rinforzano spendendo e spandendo come se non ci fosse un domani. Non proprio un bel viatico per sperare di riconquistare in fretta un posto in Champions League.


