Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Bonucci più traditore di Leonardo. Adesso serve un capitano che ami davvero il Milan: Bonaventura o Romagnoli

autore
Alberto Cerruti
per Milannews.it
martedì 31 luglio 2018, 00:00Editoriale
autore Alberto Cerruti
31.07.2018 00:00Editoriale

Addio e non arrivederci al capitano Leonardo Bonucci. Bentornato a un altro Leonardo, nuovo direttore dell’area tecnica del Milan. Un mese fa il “traditore” sarebbe stato sicuramente lui, rossonero in campo e dietro la scrivania, poi passato sulla panchina dell’Inter. Adesso non ci sono più dubbi. Il Leonardo brasiliano è stato accettato dai tifosi, ha ristabilito il rapporto compromesso con Gattuso e soprattutto si è messo subito al lavoro, senza fare proclami come Fassone e Mirabelli. Il Leonardo italiano, invece, è diventato il vero e doppio traditore perché un anno fa aveva chiuso con la Juventus, mentre oggi ha detto che vuole lasciare il Milan, senza spiegare il motivo, pronto a tornare proprio alla Juventus. Accolto come se fosse stato un altro Beckenbauer, Bonucci sembrava il nuovo leader di un nuovo Milan. Sembrava appunto, perché in campo non ha mai fatto la differenza, mentre il Milan ha raggiunto soltanto il sesto posto della stagione precedente senza di lui. Il tutto con una fascia di capitano che doveva farlo sentire importante e responsabile, per chiudere dignitosamente una grande carriera. Invece, malgrado il ritorno in Europa, via Tas, e soprattutto malgrado l’ingresso del fondo Elliott che dà alla società una stabilità economica soltanto inseguita la stagione scorsa, Bonucci saluta e se ne va.

Chiusa questa infelice esperienza, per lui e per il Milan, è giusto guardare avanti, proprio ripartendo dal caso-Bonucci. Perché la fascia di capitano non si regala mai al nuovo arrivato. Non fu data a Van Basten, né è stata data a Cristiano Ronaldo, perché la fascia di capitano è un simbolo, un segno di continuità, tra il passato e il presente, meglio ancora se con vista sul futuro. Ai più giovani ricordo che nel Milan sono stati capitani Cesare Maldini, padre di Paolo che sollevò la prima coppa dei campioni italiana nel 1963 e poi Gianni Rivera, primo Pallone d’oro italiano e anche lui campione d’Europa nel 1969. Quindi è toccato a Franco Baresi, a Paolo Maldini, ultimi campioni d’Europa, non a caso tutti fedelissimi rossoneri fino all’ultimo giorno della loro carriera, malgrado le molte offerte ricevute da altre società. Adesso è più difficile resistere alle tentazioni del mercato e dei procuratori, ma il Milan ha già in casa due potenziali e credibili capitani: in ordine di preferenza, per età e anzianità: Giacomo Bonaventura e Alessio Romagnoli, cresciuti rispettivamente nell’Atalanta e nella Roma, ma già calati nella realtà rossonera. La scelta toccherà a Gattuso, ma che tocchi a Bonaventura o Romagnoli la cosa più importate deve essere l’attaccamento alla maglia, a prescindere dai risultati. L’esempio è sempre quello di Baresi, sceso due anni in serie B, ma fedele da 40 anni, prima in campo e oggi in sede. Perché il Milan non è un albergo, ma una grande società con grandissimi e fedelissimi tifosi, che non meritano altri tradimenti.

per Milannews.it

Altre notizie