Adesso mercato in uscita. Poi un centrocampista importante. Il rospo chiamato Modric
Redazione MilanNews
Sarebbe molto facile, grattarvi la pancia. Per avere in cambio emoticon, incitamenti, parole carine. Ma la verità è quella che ha detto Leonardo a Shevchenko, venerdì mattina a Casa Milan: Continueremo a rinforzarci, ma senza fare acquisti iperbolici. Higuain-Caldara è stata la bellissima duplice accoppiata centrata anche grazie alle necessità della Juventus in uscita (Beppe Marotta, 7 scudetti, non era mai venuto una volta che fosse una a Casa Milan, in pochi giorni si è presentato due volte...), ma non funziona ogni volta così. Dopo aver trattato con la Juventus da pari a pari, senza recompre e senza rate fake, senza Chelsea e senza testine di vitello, Leonardo si appresta ad avere lo stesso atteggiamento in quello che nei prossimi giorni gli starà maggiormente a cuore: il mercato in uscita. Oltre alla percentuale sulla rivendita di Verdi e alla cessione di Gustavo Gomez, il piatto piange ancora. Bisogna accelerare sulle cessioni di almeno due attaccanti e Leonardo lo vuol fare, ma senza accontentarsi. Il Leonardo che si troveranno di fronte gli agenti dei giocatori e i dirigenti dei club avversari sarà quello dotato del carattere che nel febbraio 2010 gli faceva dire "Alla mia libertà non rinuncerò mai", quello che non ha avuto paura degli sfoghi dei tifosi nei passaggi più forti e duri del suo percorso professionale. Quindi niente ammiccamenti, ma basi solide per accordi veri. Altrimenti nisba.
Dopo il mercato in uscita, toccherà agli ultimi tasselli. Se Kalinic non è ancora andato all'Atletico Madrid e se Bernard non è ancora un giocatore del Milan, ci saranno dei motivi. Vuol dire che non ci siamo ancora, con le cifre e con gli atteggiamenti. Se e quando sarà tutto a posto, si potrà proseguire. Verso quel centrocampista che dovrà incontrare i gusti di Leo. Come giocava Leo da allenatore del Milan? Con Pirlo e Ambrosini unici centrocampisti, con Ronaldinho, Seedorf e Pato sotto la punta, con Borriello prima punta. Non c'erano faticatori, non c'erano incontristi. Si giocava a pallone in avanti, con garbo tecnico e con voglia di fare gol. Ecco perchè non ci sorprendono i primi nomi accostati a livello di pure ipotesi al Milan: Rabiot, Kovacic. Non abbiamo minimamente idea di chi arriverà, ma dovrà saper toccare il pallone. E sul fronte dell'attaccante esterno: sempre se arriverà, dovrà essere più punta che tornante. Certo, ci sono gli equilibri. Quelli che impedivano a Capello di schierare insieme Savicevic, Boban, Albertini e Leonardo nel centrocampo del 1997-98, ma un gol in più dell'avversario non ne fa avvertire la nostalgia. Del resto è una certa logica ad aver portato a Caldara e Higuain: il primo è un giovane difensore tecnico, che fa anche gol sui calci d'angolo; l'altro è il gol per definizione. Per uno che da allenatore è riuscito a fane fare 15 a Ronaldinho nel suo ultimo anno da calciatore vero e proprio, il gol è la strada maestra.
Che strana estate. I tifosi juventini erano in paradiso, al settimo cielo. Forse anche all'ottavo. Poi l'operazione Higuain-Bonucci-Caldara ha rovinato loro l'estate. A moltissimi di loro. Li ha inaciditi e indispettiti. Incredibile, assolutamente incredibile per una popolazione sportiva che ha visto arrivare nel proprio stadio e nella propria squadra Cristiano Ronaldo. Per rendere meglio l'idea: Cris-tia-no Ro-nal-do. E' il calcio di oggi, nel quale e per il quale un minuto dopo è tutto diverso dal minuto prima. Ai tifosi milanisti piace questa svolta e si godono queste sensazioni, ma attenzione. La nemesi potrebbe essere vicina. Agli stessi milanisti che hanno pattugliato Milano per due giorni, dall'arrivo del Pipita al Westin fino alle visite mediche, da Casa Milan a piazza Duomo, potrebbe ritorcersi tutto contro nel caso in cui l'Inter prendesse Modric. Inutile negarlo, se i nerazzurri fanno questo colpo, Higuain e Caldara rischierebbero di fare la "fine" di...Cristiano Ronaldo. Non sarebbe giusto, perchè dopo Settlement, aumenti di capitale e possibile fuggi fuggi, tutto quello che sta accadendo made in Elliott è un sogno. Ma il calcio non è fatto di pensieri con un capo e una coda, di pensieri educati e corretti. E' il regno dello stomaco sempre in ebollizione. Per cui se prendono Modric, la serenità rossonera rischierebbe di finire gambe all'aria. Modric, proprio Modric: rossonero fin da bambino, con i like a tanti post rossoneri. Modric, il gusto del calcio. Proprio Modric, no. Del resto i milanisti pensano e dicono: Perisic, Brozovic e Vrsaljko lo hanno convinto ad andar di là? Magari non di primissima schiera, ma tre croati li ha anche il Milan in rosa (Strinic, Kalinic e Halilovic) e allora, dicono i milanisti, che si facciano sentire anche loro...! Non è così semplice, lo sappiamo perfettamente, ma gli sfoghi sono sfoghi. Se c'è davvero chi riesce senza un mercato in uscita privo di additivi ad arrivare a Modric, buon per loro. Ma al milanista girerebbero. A meno che a Leo non venga una idea migliore. Rispetto a Nainggolan e De Vrij c'è riuscito. Vediamo se rispetto a Modric...


