Nove lunghissimi anni per il ritorno più atteso: l'incompatibilità col vecchio Milan, il "no" lungimirante ai cinesi e il "sì" alla serietà di Elliott
Matteo Calcagni
Quando lo scorso ottobre Paolo Maldini disse "no" a Fassone, alcuni storsero la bocca, come se l'ex capitano rossonero avesse peccato di "snobismo" rifiutando la proposta del Milan cinese. Furono in tanti, tuttavia, quelli che fecero (ri)suonare i campanelli di allarme: perché un uomo come Maldini, che ama così tanto il club rossonero, avrebbe dovuto declinare la proposta? Il tutto è poi stato chiarissimo col passare dei mesi: l'era di Li Yonghong, tra aumenti di capitale al fotofinish e dubbi diffusi sulla stabilità e futuribilità della società rossonera, si è conclusa dopo un anno e pochi mesi con il subentro di Elliott. Se il fondo americano non fosse intervenuto il Milan ora sarebbe fuori dall'Europa, con tutte le conseguenze del caso: è quindi palese che l'ex numero 3 ci abbia visto lunghissimo.
L'ANTICIPAZIONE DI LEONARDO - Nel giorno della presentazione del nuovo Milan targato Elliott, Leonardo si era esposto in questo modo nei confronti di Maldini: "Paolo è un grande amico, rappresenta la storia del Milan. E' un valore unico, enorme, se fosse con noi sarebbe una cosa molto bella. Vediamo". Evidente, da queste parole, la volontà di riportare Maldini a casa sua, dopo un'attesa lunghissima di oltre nove anni. Le conversazioni sono proseguite e ora Paolo è ufficialmente tornato in rossonero. La storica bandiera svolgerà il ruolo di Direttore Sviluppo Strategico Area Sport: lavorerà quindi a stretto contatto con Leonardo, per una sinergia tutta milanista che porterà importanti frutti al club rossonero.
NOVE ANNI DI ATTESA - Dopo l'addio al calcio e il saluto al Milan, in quel maggio 2009 che fece male a Maldini e a buona parte della tifoseria milanista, sconvolta per il trattamento che aveva ricevuto il numero 3, Paolo si allontanò dai colori rossoneri, non per mancanza di amore ma per differenza di vedute. Quasi impossibile la convivenza con Adriano Galliani, al quale Maldini non risparmiò parole molto dure, ma assennate, evidenziando i problemi degli ultimi anni di gestione. Quel Milan tentò di riavere Maldini, ma con un ruolo piuttosto secondario che non convinse l'ex rossonero, in quanto avrebbe avuto pochissima libertà d'azione. Si pensava che la società cinese potesse ricostruire il connubio, ma Maldini ha giustamente scelto di non legarsi ad un progetto con tante, troppe, ombre. E se una figura come Maldini ha detto sì a Leonardo, e di conseguenza ad Elliott, tutto ciò rappresenta un ulteriore sintomo di stabilità e chiarezza di questa nuova proprietà. Che sia finalmente tornato il sole ad illuminare quei colori che Paolo ha orgogliosamente risfoggiato su Instagram? Scaroni, presidente rossonero, non ha dubbi in tal senso: "L'arrivo di Paolo è un passo importante verso il ritorno al grande Milan".


