Il Milan erge la "Muraglia Cinese"
Matteo Calcagni
Negli ultimi anni, soprattutto alla conclusione del ciclo ancelottiano, il Milan veniva spesso criticato per ricorrenti lacune difensive, figlie di un reparto troppo corto e di età avanzata: gli infortuni di Nesta, infatti, uniti a quelli di Bonera, avevano costretto l'allenatore di Reggiolo a soluzioni spesso precarie. La tendenza, almeno in parte, è stata invertita con l'arrivo di Thiago Silva che, nel giro di poche settimane, è stato capace di conquistare un posto da titolare assoluto, formando un'assoluta coppia d'acciaio con l'ex capitano della Lazio. Anche nella scorsa stagione, tuttavia, i limiti della linea arretrata hanno continuato a farsi sentire, con Leonardo spesso costretto a schierare il diligente professor Giuseppe Favalli: complice, anche in questo caso, la lunga serie di problemi fisici del pacchetto arretrato, partendo da Onyewu, passando per Bonera e concludendo con Alessandro Nesta. La dirigenza rossonera, appurata tale mancanza, ha invertito prepotentemente tendenza, rinforzando in maniera maniacale il reparto difensivo (lasciando, tuttavia, praticamente immutati centrocampo e attacco). Dopo l'arrivo di Mario Yepes, esperto difensore acquisito dal Chievo, e l'approdo di un portiere affidabile come Marco Amelia, Galliani & co.
si sono fiondati sul greco Sokratis Papastathopoulos: il ventiduenne, ex Aek Atene, ha ampi margini di miglioramento, caratterizzato da un'esplosività non comune e, ulteriormente, capace di giocare sia al centro che da terzino destro. Il percorso intrapreso dalla società rossonera, in ogni caso, non sembra ancora concluso: l'asse Genoa-Milan, attivissimo come non mai in questa estate, potrebbe portare anche Salvatore Bocchetti al Diavolo. Il ventitreenne napoletano, di sicuro avvenire, può essere schierato sia in mezzo alla difesa che, in maniera piuttosto affidabile, come laterale sinistro: zona del campo che, in questo momento, è decisamente fragile. Il Milan, dunque, erge la sua "Muraglia Cinese" ma, come le più grandi battaglie insegnano, a nulla serve una difesa d'acciaio senza il fuoco offensivo.


