Senza infamia e senza lode
Davide Bin
Il pre-campionato del Milan prosegue senza particolari sussulti; chi si aspettava la prima vittoria dell'era Allegri sarà rimasto deluso, a meno che non voglia considerare un successo il fatto di aver segnato un rigore in più degli avversari in una "lotteria" senza valore disputata solo perchè la sfida contro il Panathinaikos si giocava negli USA e gli americani non concepiscono l'idea del pareggio; chi, invece, vuole vedere il bicchiere mezzo pieno, può apprezzare il fatto che questo Milan riesce a strappare sempre un risultato positivo anche quando non lo merita e in questo senso il pareggio contro i greci (a reti inviolate) assomiglia molto a quelli ottenuti una settimana fa a Londra contro Arsenal e Lione: il Milan ha sofferto per alcuni tratti dell'incontro, gli avversari hanno costruito più occasioni da gol rispetto ai rossoneri, ma il risultato è rimasto in parità e, se non altro, se è vero che vincere aiuta a vincere è altrettanto indubbio che non perdere aiuta a non perdere e, vista sotto quest'ottica, l'estate 2010 dei rossoneri è ben diversa dalle due precedenti, costellate solo di sconfitte, alcune anche umilianti. Ovviamente resta valida l'indicazione data fin dalla prima amichevole di Varese che in questo momento i risultati contano poco e sarebbe meglio valutare solo la prestazione collettiva e dei singoli per trarre qualche utile indicazione sul futuro di questo Milan; penso che qualunque tifoso rossonero firmerebbe per non vedere vittorie fino al 28 agosto se ciò volesse poi dire iniziare a vincere quando davvero conta, cioè quando ci sono in palio i tre punti, ma visto che poi le amichevoli si giocano comunque, è sempre meglio evitare brutte figure. Le indicazioni per Allegri sono contraddittorie: sicuramente il gioco non è ancora quello che il mister si aspetta, ma le attenuanti non mancano, visto che il nuovo tecnico, così come accaduto spesso ai suoi predecessori, non ha ancora avuto la possibilità di lavorare con il gruppo al completo e men che meno ha potuto schierare in queste prime amichevoli una squadra con tutti i migliori giocatori; preoccupa il fatto che gli assenti dalla lista dei convocati invece di diminuire aumentino, ma è chiaro che un Milan senza Ronaldinho, Pirlo, Ambrosini, Pato e alcuni altri rischia di trovarsi in difficoltà contro avversari competitivi, in una fase in cui ci sono anche vistose differenze di condizione fisica.
I rossoneri hanno scelto di effettuare test probanti contro avversari di valore, che disputeranno la prossima Champions League e che, quindi, potrebbero ritrovarsi di fronte più avanti in sfide ben più importanti; una buona occasione per valutare il reale valore del Milan, ma anche il rischio concreto di andare incontro a brutte prestazioni e sconfitte e, invece, sono arrivati pareggi sofferti ma con qualche indicazione positiva per il futuro: un Abbiati in forma, che compensa gli errori di una difesa spesso in affanno; un Seedorf diligente che si applica con esperienza e saggezza per giocare "alla Pirlo"; il giovane Merkel che è la sorpresa di questa prima fase di preparazione e che sta dimostrando che, forse, a Milanello e dintorni il vento sta girando e i giovani promettenti potrebbero finalmente trovare spazio. L'estate rossonera prosegue senza infamia e senza lode e, in fondo, è giusto così, perchè c'è ancora tempo per crescere e diventare davvero competitivi, magari anche con qualche rinforzo che sembra stia arrivando e, allora, la vera perplessità per i tifosi è questa: era davvero necessario andare fino negli USA per giocare un'amichevole contro una squadra greca, partita che si poteva tranquillamente disputare in località più accessibili?. Viaggi del genere sono fatiche inutili in un momento importantissimo della stagione, quando un allenamento in più o in meno può fare la differenza nell'arco di un'intera annata e se è vero che almeno questa volta si è evitata la massacrante tournèe di un anno fa, sarebbe stato meglio non andare al di là dell'oceano per giocare una sola partita e portare a casa qualche milione di euro, ma queste sono le logiche preverse del calcio moderno che i tifosi "non evoluti" (ma magari più saggi di tanti dirigenti) faticano a concepire e capire!


