Il mercato al contrario del Milan
Maurizio Ferrari
Mentre i tifosi continuano ad invocare l'arrivo di nuovi giocatori a San Siro, la società si trova paradossalmente a doversi difendere dagli assalti di altri club per difendere i propri cardini. Questa l'estrema sintesi di una fase di calciomercato nella quale il Diavolo appare con le mani legate: l'arrivo di Boateng, il centrocampista dinamico tanto richiesto da Allegri, dipende dalle mosse del Genoa, dimostrando un sostanziale immobilismo economico da parte della dirigenza di via Turati. Contemporaneamente la società si trova pressata dagli interessi di altri club e costretta a smentire sul sito ufficiale le presunte cessioni di Thiago Silva al Real e Ronaldinho ai Galaxy. E non è la prima volta: già la passata stagione, il 6 agosto 2009, il Milan comunicò l'assoluta incedibilità di Pato, nel tentativo di tamponare la ferita della partenza di Kakà, che aveva aperto una frattura, peraltro tutt'ora presente, con alcune frangie della tifoseria.
L'elevata età della rosa rossonera suggerirebbe una politica di rinnovamento, ma l'arrivo del fair play finanziario (con le relative spalmature) e numerosi contratti in scadenza la prossima stagione, hanno fatto slittare il progetto al 2011. Tutto bloccato quindi: un mercato al contrario dove gli acquisti sono rappresentati dai giocatori già presenti in rosa. Nella speranza che Allegri sappia amalgamare le indubbie qualità tecniche dei giocatori più avanti con l'età e la freschezza e l'esplosività dei più giovani, con un occhio particolare ai ragazzi provenienti dal settore giovanile, che sono stati tra i più positivi nelle prime uscite stagionali.


