FORZA SANDRO!
Davide Bin
Alessandro Nesta è negli Stati Uniti per tentare di risolvere definitivamente il problema alla schiena che lo tormenta da luglio; le sue parole al momento della partenza per Miami (dove il difensore rossonero possiede una casa e dove era già stato ai tempi dell’infortunio alla spalla) non sono state incoraggianti; sarà stato lo sconforto, sarà stato il pessimismo, ma Nesta ha detto chiaramente che teme per la sua carriera e che se prima era incerto il "quando" tornare in campo, ora è addirittura da stabilire "se" riuscirà a tornare all'attività agonistica. Il calvario del difensore rossonero è iniziato prima del raduno di metà luglio: Nesta si è presentato in ritiro già infortunato, ha saltato in pratica tutta la preparazione, ha tentato di rientrare a metà ottobre, giocando un tempo dell'amichevole di Tirana e andando in panchina nella partita contro la Sampdoria, poi di lui si sono nuovamente perse le tracce, l'atteso rientro in campo in partite ufficiali non c'è mai stato e ora sappiamo anche il perchè: non si trattava di un ritardo di condizione, non si trattava di una lieve ricaduta del problema, come era stato detto quando il suo nome era improvvisamente e nuovamente scomparso dalla lista dei convocati: il problema è grave e ora lo ammette anche la società, che aveva sbandierato ottimismo per tutta l’estate e lo staff medico, che aveva promesso il rientro in campo di Nesta a metà ottobre; in effetti il tentativo è stato fatto, ma è miseramente fallito e ora il giocatore ha il morale sotto i tacchi e il Milan un forte difensore in meno in rosa, almeno fino al nuovo anno solare. Non sono un medico, quindi è sempre rischioso avventurarsi in discorsi di questo tipo; inoltre chi di dovere assicura che evitare l’operazione è la cosa migliore e bisogna credergli, ma mi permetto di fare un paio di considerazioni: tempo fa anche Serginho ha avuto un infortunio alla schiena e anche in quel caso si era scelta la via del recupero senza operazione, ma si erano persi molti mesi, il problema non non era stato risolto, salvo poi decidere di operare e riavere il giocatore in campo in tempi relativamente brevi. Come mai non si è fatto tesoro dell’errore di allora evitando di ripeterlo? Inoltre perché tentare di rispettare i tempi intensificando la preparazione del giocatore per mandarlo in campo a metà ottobre? Forse sarebbe stato meglio avere un po’ più di prudenza e proprio per tutti questi errori commessi sembra che il giocatore sia irritato con lo staff medico rossonero, colpevole a suo dire di aver sottovalutato e curato in modo non appropriato anche l’infortunio alla spalla avuto in passato; si spiega anche così la fuga di Nesta verso gli Stati Uniti con quelle dichiarazioni fin troppo chiare (“Se resto qui rischio la carriera”).
Non serve a nulla ora dire “Io lo sapevo”, “Io l’avevo detto” ma un piccolo sospetto c’era, perché è già capitato nel recente passato la società rossonera minimizzasse un grave infortunio, soprattutto in estate, per evitare di tornare sul mercato: vi dice niente Ronaldo? Il calvario di Nesta ricorda per molti versi quello del Fenomeno: infortunio in piena estate, staff medico che assicura tempi di recupero brevi, salvo poi ammettere pubblicamente che il problema è più grave quando è ormai impossibile intervenire sul mercato, già finito. Se a luglio avessero detto che la stagione di Nesta era a rischio, stampa e tifosi avrebbero chiesto alla società l’acquisto di un forte difensore, mentre gli obiettivi di mercato erano altri. Per fortuna la difesa rossonera sembra reggere bene anche senza un campione come Nesta ed è una delle meno battute del campionato, nonostante in molte occasioni traballi pericolosamente e sia spesso preda della solita “sindrome da calcio piazzato”, ovvero della curiosa tendenza ad andare in affanno su qualunque pallone spiova in area da calcio d’angolo o di punizione per gli avversari. E’ indubbio che l’assenza di Nesta si senta e che ci piacerebbe rivederlo presto in campo; ora si punta sul rientro in gruppo in occasione del ritiro invernale a Dubai, ma ormai è chiaro che è inutile fare programmi e parlare di tempi di recupero; ciò che più interessa a tutti è che il ragazzo torni a star bene e abbia la possibilità di continuare a giocare a calcio; che ciò si realizzi con un’operazione o proseguendo la cosiddetta “terapia conservativa” poco importa; vogliamo solo rivedere Nesta in campo e al centro della difesa rossonera e per questo gli invio il mio più sentito “in bocca al lupo” a nome di tutti i tifosi rossoneri: forza Sandro, anzi…Sandro Nesta alè, come tante volte abbiamo cantato dalla curva e speriamo che il nostro coro arrivi al di là dell’oceano, per farti capire che non ti abbiamo certo dimenticato e che siamo tutti con te in un momento così delicato e difficile della tua carriera e della tua vita.


