VERSO MILAN-CHIEVO
Davide Bin
In questo campionato incerto ed equilibrato, con tante squadre in pochi punti al vertice della classifica, non si può commettere troppi errori, soprattutto nei rari impegni teoricamente scontati (ammesso che in serie A ci siano ancora partite scontate...). Il Milan è reduce dal beffardo pareggio di Lecce, subìto in pieno recupero e al termine della miglior prestazione in trasferta, se non addirittura in assoluto, dei rossoneri in questo campionato e ora si trova di fronte il Chievo, squadra che occupa il penultimo posto in classifica e ha cambiato allenatore da poco, a dimostrazione del fatto che fatica ad essere competitivo. In una delle rare settimane senza impegni infrasettimanali, Ancelotti ha avuto finalmente tempo e modo di allenare l’intera rosa per qualche giorno, cosa che avviene molto di rado nel corso della stagione; anche la settimana prossima non ci saranno partite "extra", ma non saranno disponibili i nazionali, quindi non sarà possibile allenare tutto il gruppo e non si tratta di una questione marginale, perchè provare schemi e soluzioni tattiche senza i giocatori che poi dovrebbero metterli in pratica nella partita "ufficiale" non è la stessa cosa. Teoricamente, quindi, questa che sta per chiudersi è stata una settimana ideale per prepararsi all'impegno domenicale, ma l’allenamento del venerdì ha rovinato tutto, visto che c’è stata una vera ecatombe di giocatori che saranno sicuramente, o rischiano di essere, indisponibili per la partita; peccato perchè era l’occasione buona per conciliare vittoria e prestazione convincente, visto che in questo inizio di campionato i risultati non sono mancati ma, cosa un po' strana per il Milan, quasi mai si è visto il bel gioco che è uno dei punti cardine della filosofia berlusconiana applicata al calcio; invece Ancelotti dovrà reinventarsi una formazione a causa degli infortuni e la qualità del gioco rischia di risentirne, anche se in queste condizioni è sicuramente meglio affrontare il Chievo piuttosto che una “grande”. La delusione di aver già perso il primo posto solitario in classifica, ritrovato dopo ben quattro anni e mezzo, è già stata assorbita ed è giusto così, soprattutto in un campionato come questo, in cui i cambiamenti al vertice sono continui e non c'è la squadra capace di salutare il gruppo e andare in fuga, almeno fino a questo momento.
Come detto, l’allenamento del venerdì ha riempito l’infermeria proprio quando sembrava destinata a svuotarsi: Pirlo è ormai recuperato ma non dovrebbe essere rischiato e al massimo andrà in panchina; anche Ambrosini e Senderos hanno svolto l'intero allenamento del venerdì con i compagni, ma Ambro preferisce non rischiare e rientrare a Torino, mentre il difensore svizzero potrebbe addirittura giocare titolare (con Bonera a destra) se Zambrotta dovesse dare forfait per problemi al collo, visto che Antonini è rimasto vittima di uno stiramento e Ancelotti si ritrova senza laterali di destra in difesa; purtroppo la notizia peggiore è che si è bloccato Borriello per l’ennesimo infortunio muscolare; la prima diagnosi è stiramento e, quindi, un mese di assenza, ma questi infortuni vanno valutati con più attenzione e con gli accertamenti del caso e non a sensazione “a caldo”; una vera e propria tegola per l’allenatore che, nonostante la sciagurata prestazione a Lecce, in cui l’ariete rossonero ha sbagliato molto e si è letteralmente divorato la classica occasione più facile da trasformare in gol che da sbagliare, punta molto su di lui e lo considera insostituibile, essendo l’unica punta alta, forte fisicamente e abile nei colpi di testa, che riesce a difendere il pallone spalle alla porta e smistarlo ai compagni, consentendo alla squadra di salire; un lavoro massacrante che non gli permette di essere molto lucido sotto porta, ma che è fondamentale per il gioco rossonero. Ora Ancelotti dovrà trovare nuove soluzioni con Inzaghi, Pato o Shevchenko che, però, hanno altre caratteristiche. Ovviamente non mi sono dimenticato delle assenze di capitan Maldini (problemi al ginocchio) e di Nesta, che si trova a Miami per tentare di risolvere definitivamente il problema alla schiena che lo tormenta da luglio e da questo lungo elengo di sciagure si può notare che i problemi di formazione sono tanti e Ancelotti dovrà valutare bene la situazione, insieme allo staff medico, per decidere se qualcuno può stringere i denti e recuperare o se è più prudente lasciare a riposo tutti gli incerti, visto il momento non particolarmente fortunato . Peccato perché la squadra viene continuamente modificata per colpa di tutti questi contrattempi fisici e non può trovare continuità nel gioco; la difesa mostra ancora le solite lacune in occasione dei calci piazzati, ma tutto sommato regge bene ed è una delle meno battute del campionato; l'attacco, invece, segna un po' poco, soprattutto se si considera l'abbondanza di punte e la varietà di soluzioni a disposizione di Ancelotti, ma un’occasione propizia per gli attaccanti è proprio questa contro il Chievo, squadra con la difesa non certo impenetrabile, anche se tutto dipenderà dalla prestazione collettiva del Milan e dai "rifornimenti" che arriveranno là davanti. Come sempre, in queste occasioni, il risultato scaturirà più dalla prestazione dei rossoneri che dal valore degli avversari: se il Milan farà il Milan non dovrebbero esserci problemi; se, invece, la squadra dovesse ricadere nell'errore di giocare con sufficienza, scarso impegno e poca concentrazione, il Chievo potrebbe sperare nell'impresa di strappare un risultato positivo. A San Siro, in questa stagione, il Milan non ha quasi mai tradito, soprattutto dal punto di vista del gioco, forse perchè i giocatori sono più stimolati a giocare davanti al proprio pubblico; a proposito di pubblico, il fatto che si giochi di domenica pomeriggio dovrebbe favorire un buon afflusso di tifosi, nonostante non si tratti di una partita di cartello e speriamo che anche il tifo e il sostegno del popolo rossonero contribuisca a trascinare la squadra alla vittoria che, combinata con eventuali risultati favorevoli su altri campi, potrebbe anche valere il ritorno in vetta, anche se il primo posto che davvero ci interessa non è quello attuale ma quello di fine maggio!


