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UN RIGORE E POCO PIU'

autore
Davide Bin
per Milannews.it
lunedì 17 novembre 2008, 01:16Vista dalla Curva
autore Davide Bin
17.11.2008 01:16Vista dalla Curva

Ancora una volta ci ritroviamo a commentare una partita in cui da salvare c'è solo il risultato; il bel gioco auspicato alla vigilia non si è visto, se non a sprazzi e le tante assenze dell'ultim'ora sono una giustificazione solo parziale; massimo risultato con il minimo sforzo per un Milan che non va al di là della sufficienza, ma che ottiene la sesta vittoria interna consecutiva e questa è la grande differenza rispetto al passato: qualche mese fa i rossoneri avrebbero perso o pareggiato una partita giocata in questo modo, mentre ora arrivano le vittorie, magari stentate, sofferte, strappate con cinismo e opportunismo ma che potrebbero rivelarsi fondamentali a fine campionato. Intanto il Milan ha prontamente stoppato il tentativo di fuga dell'Inter: i nerazzurri avevano provato a scappare con la vittoria di Palermo nell'anticipo del sabato, i rossoneri non li hanno mollati, li inseguono, li tallonano ad un solo punto di distanza, per un derby in vetta alla classifica che si preannuncia lungo, stressante e appassionante. Il gol vincente contro il Chievo è arrivato su rigore e bisogna onestamente dire, sia che il penalty è stato regalato, perchè il fallo di Bentivoglio su Kakà era fuori area, sia che, però, c'è poco da far polemiche, perchè il Milan meritava l'assegnazione del rigore in almeno altri due episodi dubbi in area, quindi l'arbitro non ha falsato la partita ed il suo risultato. Onore al Chievo, che ha giocato la sua onesta partita, a viso aperto e senza far barricate e che, per quanto visto, non merita l'ultimo posto in classifica; l'organizzazione della squadra veneta ha contribuito a mandare in difficoltà un Milan poco lucido, che ha fatto un passo indietro rispetto alla partita di Lecce, che ha vinto ma non convinto, ma che ha mostrato attenzione, concentrazione e applicazione, tutte doti che piacciono tanto ad Ancelotti e che consentono di ottenere tanti risultati positivi pur in un momento di non particolare brillantezza.

Il mister rossonero deve affrontare l'improvvisa emergenza creatasi nell'allenamento di venerdì: gli infortuni di Borriello, Antonini e Zambrotta, i mancati recuperi di Ambrosini e Pirlo costringono a rivoluzionare per l'ennesima volta la formazione; davanti ad Abbiati la linea difensiva è composta da Bonera a destra, Kaladze e Favalli centrali e Jankulovski a sinistra; il centrocampo è lo stesso di Lecce, con Flamini accanto a Gattuso e Seedorf, mentre in attacco, davanti al duo di fantasisti Kakà e Ronaldinho, il ballottaggio per il posto di punta centrale fra il giovane Pato e lo "stagionato" Inzaghi viene vinto da quest ultimo, chiamato a sostituire e a non far rimpiangere Borriello, sciagurato a Lecce nelle conclusioni ma sempre utile per la qualità del suo gioco. Nel prepartita Kakà viene premiato dall'associazione calciatori di tutto il mondo come componente di uno speciale Top 11 mondiale e riceve gli applausi e i cori del pubblico rossonero; pubblico non numerosissimo e lo dimostra il fatto che lo stadio presenta molti vuoti; forse la bella giornata ha convinto molti a passare la giornata altrove... In Curva Sud è il giorno del ricordo di "Pedro", tragicamente scomparso pochi giorni fa e siccome lui era il "signore delle coreografie", il modo migliore per onorarlo è quello di realizzare una coreografia, semplice ma speciale, proprio perchè dedicata ad una persona che per la nostra e sua curva ha fatto tanto e che ha lasciato un ricordo indelebile con le tante sue realizzazioni che ci hanno fatto emozionare creando spettacolo nello spettacolo ad ogni appuntamento importante.



Il Milan inizia la partita all'attacco, consapevole che il Chievo è squadra da prendere con le molle; quando la palla carambola sulla testa dell'arbitro al limite dell'area clivense e si innesca un contropiede che Abbiati deve sventare con una provvidenziale uscita di piede sul lanciato Pellissier, si teme la classica giornata stregata, ma il Milan di questa stagione è squadra determinata e di carattere e il suo emblema è capitan Gattuso, ferito al volto in un'azione di gioco ma che non si fa certo spaventare o fermare da così poco, perchè lui è un gladiatore vero. Il Milan reclama un rigore per una respinta di gomito in barriera di Bentivoglio su punizione di Ronaldinho, poi lo ottiene quando lo stesso Ronaldinho imbecca Kakà, che viene agganciato e steso proprio da Bentivoglio; dal vivo sembra rigore netto, poi moviole e immagini rallentate dimostreranno che il fallo è fuori area ma ciò che più conta e che sul dischetto si ripresenta Kakà, dopo l'errore contro il Napoli e questa volta non sbaglia, con un tiro centrale a mezz'altezza che batte Sorrentino. Quarto gol in campionato (secondo su rigore) e 83° in totale per Kakà che si conferma decisivo anche in una giornata di non particolare ispirazione. Senza il peso di dover sbloccare il risultato, i rossoneri provano a giocare in scioltezza e a divertire, ma ci riescono raramente, ad esempio con una bella combinazione Ronaldinho-Inzaghi-Kakà che il Pallone d'Oro spreca con un tiro alto. Il Chievo impegna timidamente Abbiati solo con un colpo di testa di Luciano, poi è solo Milan, che reclama un paio di rigori per trattenute in area di Mantovani su Inzaghi e di Malagò su Kakà, ma in entrambe le occasioni l'arbitro lascia correre. L'unico altro spunto degno di nota è un tiro di interno destro di Ronaldinho che Sorrentino respinge, a conferma che il Milan ha controllato il gioco ma non ha creato colossali occasioni da gol, mentre il Chievo è stato pressochè inoffensivo.

All'inizio della ripresa cambia l'inerzia della gara: il Chievo prende coraggio e avanza, il Milan abbassa il baricentro e non riesce ad essere brillante nelle ripartenze; Kaladze e Favalli sono un po' in difficoltà contro i velocisti del Chievo, mentre Abbiati è sicuro e provvidenziale nelle uscite e salva il risultato deviando in angolo un gran tiro rasoterra di Bentivolgio destinato all'angolino. Quando Mandelli viene dimenticato dalla difesa in occasione di un calcio d'angolo e mette fuori di piatto sul secondo palo, sembra di rivedere i fantasmi di Lecce e Ancelotti decide di inserire Pato al posto di Inzaghi per permettere alla squadra di essere più veloce e incisiva nei ribaltamenti di fronte. Lo svantaggio minimo dà fiducia al Chievo che se la gioca a viso aperto e con coraggio, ma fortunatamente la squadra di Di Carlo sarà innocua da qui alla fine, perchè il Milan, ancora scottato dal pareggio beffardo di Lecce, non concede molto nel finale e chiude all'attacco, giocando bene soprattutto negli ultimi venti minuti. Sale in cattedra Jankulovski, un autentico treno a sinistra, che ha ben tre occasioni per segnare: un tiro non trattenuto da Sorrentino; un calcio di punizione che è un'autentica staffilata destinata sotto la traversa e che il portiere del Chievo vola a deviare e un'altra conclusione in pieno recupero, su imbeccata di Seedorf, che Sorrentino respinge. In pratica nel finale è il portiere avversario ad esaltarsi, a tenere a galla i suoi e a non permettere al Milan di chiudere la partita e non soffrire fino alla fine. Pato ha un solo guizzo degno della sua classe, ovvero un tiro che chiude una triangolazione tutta brasiliana con Kakà e Ronaldinho, ma anche in questo caso Sorrentino dice di no.

Il boato di esultanza al triplice fischio di De Marco dimostra la soddisfazione del popolo rossonero ma è anche una specie di sospiro di sollievo che dimostra che c'è stato da soffrire, perchè il vantaggio minimo non ti permette mai di stare tranquilli; il Milan avrebbe potuto anche raddoppiare nel finale, ma sarebbe stata una punizione troppo severa per un buon Chievo. Comunque archiviamo con soddisfazione questa vittoria striminzita e non troppo spettacolare, perchè, come già detto, sono questi i punti che possono fare la differenza alla fine. Il Milan dimostra di avere un'anima sempre più tenace e combattiva, visto che ha imparato a vincere anche senza convincere, affidandosi alle prodezze dei suoi brasiliani, che hanno realizzato ben nove degli ultimi undici gol; a proposito di brasiliani, sono sempre più evidenti i progressi di Ronaldinho, che punta l'uomo, corre, slalomeggia fra gli avversari e aiuta anche in fase di pressing; questa volta non ha segnato, ma le sue prestazioni sono sempre più convincenti e confermano che la sua forma è in costante crescita. Ora si tratta di recuperare qualche infortunato per migliorare anche la qualità del gioco; ad esempio è imminente il rientro di Pirlo e se è positivo il fatto che la squadra ha imparato a non dipendere dal suo regista e ha ottenuto ottimi risultati in sua assenza, è altrettanto indubbio che reinserendo l'ingranaggio più importante, il gioco del Milan potrebbe tornare a "girare" in modo più proficuo ed esteticamente apprezzabile. Il duello con Inter e Juve per la vetta della classifica è appena iniziato, promette di essere lungo ed estenuante e serve il contributo di tutti se si vuole arrivare davanti alla concorrenza, ma ormai sappiamo che questa squadra è "tosta", determinata e vogliosa di far bene e ha capito che non sempre si può essere belli e divertenti, ma l'importante è essere costantemente vincenti, anche a costo di accontentarsi di un rigore e poco più per essere ugualmente felici.

per Milannews.it

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