BERLUSCONI junior prepara il suo MILAN
Antonio Vitiello
Le strade del Milan e di Piersilvio Berlusconi potrebbero ben presto diventare un'unica via. Almeno a giudicare dalla parole del vice presidente di Mediaset. "Il Milan è forte oggi, non so in futuro. Quella di Dinho è un tipo di scelta che mi sembrava sul pronti-via. Io penso a un progetto più a lungo termine", ha detto. Su Maldini: "Spero che voglia restare. Per lui vedo un ruolo importante. Anche quello di allenatore".
Che ha elogiato il calcio dei grandi campioni. "Sono filo romanista da sempre e adoro Totti. Del Piero? Alcuni campioni del Milan in particolare ci hanno abituato che si possono fare grandi cose anche in età avanzata. E' un calciatore serio, bravo, un grande talento. Però darei a Kakà il Pallone d'Oro".
Berlusconi junior non ha mai nascosto i suoi dubbi sull'arrivo di Ronaldinho e si ripete anche con Beckham. "Una fiction con lui e Victoria non sarebbe una cattiva idea - ha ammesso, scherzando - . Avevo detto che Dinho non mi scaldava il cuore, visto che ha portato bene per Dinho lo dico anche per Beckham. Mi incuriosisce come personaggio, possiamo definirlo come un eroe moderno, dal look in poi. Realisticamente, però, non penso si possa credere che rimanga oltre i due mesi. Certo da tifoso spererei di sì".
Sulla crisi di Borriello: "Presto tornerà in forma. Sono sicuro che prestissimo tornerà al gol". Rigori? "E' umano sbagliare, capita che una volta si avvantaggi una squadra, altre volte un'altra. Ammetto che c'è stato dato qualche rigore dubbio, ma da qui a dire che il Milan è avvantaggiato ne corre".
Inevitabile parlare di Mourinho. "Di sicuro è un personaggio diverso, curioso. E' così franco, diretto nel modo di esprimersi... Ma non ho ancora capito se mi sta simpatico o antipatico. Alla fine, però, contano solo i risultati...", ha ammesso.
Il Milan i risultati li sta ottenendo in un campionato apertissimo: "Per la lotta in vetta vedo, oltre al Milan, Inter, Juve e anche il Napoli, una squadra che esprime un gioco divertente".
Per ora, tuttavia, al comando resta saldamente papà Silvio. "Col Milan ci gioca mio padre. Poi se bisogna competere a livello internazionale devi stare al gioco...", ha concluso facendo riferimento alle spese richieste dal mondo del calcio.


