Ecco perchè il Barca vorrebbe il trasferimento definitivo per Ibra
Maurizio Ferrari
Se Ibra venisse in prestito in Italia, tornando successivamente al Barcellona nell'annata successiva, il club catalano si troverebbe a pagare di più per garantire l'attuale salario allo svedese. Questo il cavillo emerso nelle ultime ore della trattativa. Ibrahimovic infatti usufruisce della cosiddetta legge Beckham, che prevede una tassazione del 24% sull'ingaggio. Un bonus fiscale decisamente differente da quello italiano.
L'articolo 93 della legge 35/2006 del 28 novembre concedeva infatti ai cittadini stranieri residenti in Spagna una serie di vantaggi fiscali non disponibili in altri paesi europei: la misura era rivolta principalmente all'assunzione di scienziati e ricercatori ma ha finito per avvantaggiare i club che ne hanno tratto enorme vantaggio con i competitori continentali. Ma dal primo gennaio 2010 la legge è stata modificata con la conseguenza che tutti i contratti sottoscritti dal 1 gennaio 2010, di un importo superiore a € 600.000 all'anno, sono soggetti alla nuova legge che prevede una ritenuta del 43%. Questo non tocca Ibra: lui beneficia di un contratto con firma precedente alla nuova legge. Ma l'eventuale prestito in Italia e rientro in Spagna ne modificherebbe i termini contrattuali precedenti e ciò innalzerebbe la spesa lorda da 12 a 15,5 milioni di euro: un'ulteriore perdita che il Barca non vuole assolutamente concedere e per questo si sta puntando al trasferimento definitivo.


