ESCLUSIVA MN - Manassero: "Ibra che sogno, avanti coi giovani"
Claudio Sottile
Il Milan, contro il Lecce, l’ha messa in buca per quattro volte. Lui non potrebbe accontentarsi, essendo un rampante giocatore di golf.
Matteo Manassero, enfant terrible dello “sport nobile” italiano, europeo e mondiale, in ESCLUSIVA per MILANNEWS, professa tutto il suo amore rossonero.
Con una predilezione per gli attaccanti, quelli che fanno centro: toh.
Matteo, qual è il tuo primo ricordo rossonero?
“Il Milan è di famiglia, ho mio cugino di ventiquattro anni che lo guarda fin da bambino, e mi ha trascinato. I primi ricordi risalgono a quando arrivò Shevchenko, indelebili”.
Frequenti San Siro?
“A San Siro ci vado, mi capita, soprattutto per la Champions League, tramite Daniele Massaro che mi fa avere i biglietti nel settore Vip (ride)”.
E Milanello?
“A Milanello non sono mai stato, facciamo un appello (ride)”.
Hai mai giocatore a golf con un giocatore del Milan?
“Sì, ho giocato in un torneo organizzato da Vialli e Mauro con Van Basten. Con un giocatore del Milan in attività ancora no, comunque Van Basten è fuori classifica, immenso”.
Nelle tue interviste sottolinei il bisogno, per un atleta professionista, di un regime di vita corretto. Vorresti ripetere il concetto a qualche giocatore del Milan?
“A Ronaldinho, perché penso che potrebbe essere, se fosse atleta tanto quanto lo è ad esempio Milito, il più forte del mondo. Solo che gli piacciono più altre cose, io mi diverto lo stesso a vederlo giocare, ma sono convinto che con una vita più seria e più devota probabilmente potrebbe rendere il doppio”.
Il Ronaldinho di queste prime uscite non sembra particolarmente in ritardo.
“Sì ma non è in forma, possiamo solo immaginare cosa farebbe se lo fosse, sicuramente ha tanto margine di miglioramento”.
Mister Allegri è stato subito amato dalla piazza milanista.
“Allegri, nonostante la giovane età, mi sembra una persona con entusiasmo e carisma, assomiglia un po’ a Leonardo, con un modo di giocare più conservativo, però mi piace. Spero si possa tenere un allenatore per molto tempo, come con Ancelotti, a lungo termine. Fare un ciclo è fondamentale, adesso la squadra non può fare tanto, ma fra 4-5 anni, con nuovi acquisti e meccanismi acquisiti, potremmo prendere di nuovo il posto dell’Inter”.
Siamo inferiori, secondo te, anche alla Roma?
“No, alla Roma no, siamo da secondo posto, come anche la Juve, che sta quasi esagerando sul mercato, si sono ingolositi e prendono tutti”.
Come valuti la stagione appena iniziata?
“Io dico che mi sembra un po’ meglio questo inizio stagione rispetto a quello passato, e anche il livello del parco giocatori mi sembra migliore. Tutte le squadre, ad ogni modo, mi sembrano migliorate”.
L’operazione Ibrahimovic?
“Ibra, è un sogno, con lui avremo qualche punticino in più. È stato giusto non sacrificare Thiago Silva, i dirigenti sono stati molto bravi”.
Il passato bianco-neroazzurro dello svedese non sta influenzando i tifosi rossoneri.
“E non dovrebbe influenzare neanche un professionista, che ha sicuramente tante motivazioni positive. È talmente un giocatore che fa la differenza, uno che si deve sentire il migliore nella squadra, non gliene frega niente dei sentimentalismi, punta solamente a vincere”.
Serviva un intervento in attacco o si sarebbero dovuti privilegiare altri reparti?
“Al trofeo Berlusconi s’è visto che quando Pato manca Dinho gioca, ma nessun altro fa qualcosa. Si arriva con una giocata singola o un tiro da fuori, ma per il gol c’è poco da fare, Ibra è quello che ci voleva. Spero molto che Boateng possa fare bene, ai Mondiali m’è sembrato forte, Papastathopoulos anche mi piace, è un buon mercato”.
La politica del Milan è comunque indirizzata ai giovani, vedi investimenti nel settore giovanile.
“Spende molto ma li usa poco! Oduamadi l’ho visto nel Berlusconi, non posso fare commenti o critiche, l’ho visto solo una volta, e sembrava molto teso. Sono uno che farebbe giocare moltissimo i giovani in una squadra con obiettivi a lungo termine, perché ora il Milan non può ancora essere in competizione con l’Inter”.
Come si risolverà la situazione dei dissidenti del Milan?
“Una cosa che mi fa impressione è il comportamento di Huntelaar, che vuole rimanere al Milan nonostante le tante offerte, a parer mio anche più alte rispetto al valore reale del giocatore. Lui non vorrebbe andare via perché, forse, non vuole neanche giocare. Il Milan è il Milan, sei su un palcoscenico incredibile, però se qui giochi il 10% delle partite, e potresti andare ad esempio al Marsiglia oppure allo Shalke, squadre che lottano per la Champions, in bei campionati, per giocare il 70-80% delle partite, io un pensierino ce lo farei, e andrei via. Stesso discorso per Jankulovski che era voluto dal Genoa, e lo scambio con Bocchetti sarebbe stato oro per il Milan. Sono convinto che il ceco sia un buon giocatore, meno forte di Bocchetti, con nove anni di più, però vale maggiormente rispetto a quello che ha fatto vedere. È sempre stato fuori forma, sempre fuori condizione quando ce n’è stato bisogno”.
È stato giusto trattenere Gattuso?
“Gattuso giocherà pochissimo, anche con l’arrivo di Boateng, ma per me è importante per gli equilibri all’interno dello spogliatoio, poi se è felice di restare, anche se sta finendo la carriera, è buono. Darlo via sarebbe stato un torto per lui, e non sarebbe stato meglio per il Milan, avrebbe solo tolto alla squadra, non dato”.
Il “tuo” titolare in porta?
“Abbiati è il numero uno, il problema del Milan è sempre stato avere un portiere di livello, ora ne ha due che possono fare bene in campionato”.
Puoi essere considerato il Pato del golf?
“Come età, perché sono giovane con un bel futuro, però mi sento che come lui devo ancora migliore tantissimo, in molti aspetti. Non mi voglio paragonare a nessuno, però il raffronto mi piace e ci può stare”.
I tuoi obiettivi golfistici a breve e medio termine?
“Il prossimo torneo lo gioco questa settimana in Svizzera, è del circuito maggiore, molto importante per la mia classifica. Le sensazioni sono buone, sto giocando bene, sono contento della preparazione. A medio termine l’obiettivo è riuscire a giocare nel circuito maggiore professionistico il prossimo anno, il sogno è di vincere le gare più importanti, come ad esempio almeno uno dei quattro major".


