IL MILAN SPROFONDA A PALERMO
Davide Bin
Eravamo stufi di pareggi in trasferta ma, dopo la prestazione di Palermo, ci ritroviamo a rimpiangere la "pareggite" e a chiederci cosa stia succedendo al Milan: due punti nelle ultime tre trasferte e, soprattutto, una sconfitta netta nel punteggio e nella sostanza, visto che il Palermo ha dominato in lungo e in largo, sovrastando i rossoneri sul piano del gioco, segnando tre gol e sfiorandone almeno altrettanti. Il Milan ha resistito nel primo tempo e, anzi, avrebbe potuto anche sbloccare la partita a suo favore, ma Ronaldinho ha sbagliato un rigore (bravo, comunque Amelia a pararglielo), ha colpito una traversa e da lì in poi non c'è stata più partita. La veemente e tardiva reazione nel finale, con tre gol già sul groppone, dimostra, però, che i rossoneri avrebbero potuto e dovuto fare di più e si fatica a capire se questa sia una consolazione o un ulteriore motivo di preoccupazione, perchè la squadra è sempre più spesso vittima di incredibili black-out mentali che non gli permettono di giocare un'intera partita allo stesso modo e si trova spesso in difficoltà, soprattutto con avversari sulla carta inferiori. Sembra di rivivere gli incubi della scorsa stagione, con l'unica differenza che un anno fa le sconfitte e le brutte prestazioni arrivavano per lo più in casa, mentre ora il problema si è spostato in trasferta, ma le conseguenze sembrano, purtroppo, essere le stesse, cioè negative, sulla classifica, visto che l'Inter sta scappando via e andarla a riprendere ora sarà durissima, soprattutto continuando a giocare in questo modo. A Palermo la difesa è stata un colabrodo, salvata solo dalla prodezze di Abbiati, il centrocampo ha faticato tantissimo a costruire gioco, perennemente sovrastato e annientato dal feroce pressing del Palermo e l'attacco ha prodotto poche occasioni da gol, anche perchè le punte sono state mal assistite dal resto della squadra. Certo le assenze di Kakà, Gattuso e Borriello sono state per vari motivi penalizzanti, certamente più della stanchezza per l'impegno di giovedì che non poteva esserci, dal momento che i soli Zambrotta e Flamini erano presenti sia nella formazione di partenza a Portsmouth che in quella di Palermo. Questa sconfitta è pesante e ridimensionante per le ambizioni del Milan e ora sarà importante reagire subito, sperando che non ci siano contraccolpi psicologici derivanti dalla delusione di veder allontanarsi la vetta e dal rischio di dover dire addio all'obiettivo principale della stagione.
Ancelotti perde Gattuso nell'ultimo allenamento prima della partenza per Palermo ma, per fortuna, recupera Ambrosini da piazzare in mediana con Flamini e Pirlo; Seedorf avanza nella posizione di trequartista al posto dello squalificato Kakà e accanto a Ronaldinho, alle spalle dell'unica punta Pato, mentre in difesa, davanti ad Abbiati, la coppia centrale è formata da capitan Maldini e Bonera con Zambrotta e Jankulovski sulle fasce. C'è grande entusiasmo a Palermo per l'arrivo del Milan: stadio esaurito, biglietti introvabili da giorni e buona presenza anche di tifosi rossoneri, anche se il settore loro riservato non è completamente pieno.
Il copione della partita è chiaro fin da subito: i rosanero corrono come indemoniati, pressano, chiudono ogni spazio, non lasciano respirare i portatori di palla del Milan, dovunque essi si trovino, anche nei pressi di Abbiati e i rossoneri vanno in confusione e faticano a dipanare il loro gioco compassato e preciso; il posseso palla c'è ma è completamente sterile e improduttivo, mentre le ripartenze del Palermo fanno male. Inizialmente c'è un certo equilibrio nelle occasioni: alle conclusioni fuori di Miccoli (tiro dalla distanza) e Carrozzieri (colpo di testa), risponde Pato con un colpo di testa che non inquadra lo specchio della porta e, soprattutto, sparando addosso ad Amelia da favorevole posizione; miracolo del portiere ma anche errore dell'attaccante (bastava un bel pallonetto e il gol era fatto). In seguito, però, il Palermo prende il sopravvento e minaccia la porta di Abbiati da ogni posizione; il portiere rossonero è bravo e reattivo su due tiri velenosi di Miccoli, sulla conclusione di Bresciano e sul tiro debole di Cavani da favorevole posizione, ma la facilità con cui i rosanero arrivano al tiro dimostra che il centrocampo del Milan non filtra e la difesa balla terribilmente. Nonostante ciò la partita potrebbe prendere una piega favorevole quando Pato sfrutta un lancio illuminante di Pirlo, fugge verso l'area e viene abbattuto da Amelia proprio sulla riga dell'area; rigore e sul dischetto si presenta Ronaldinho, ma il suo rasoterra non è troppo angolato, Amelia intuisce, si distende e para. Poco dopo arriva la seconda tegola, ovvero l'uscita per infortunio di Pato (vittima di un paio di colpi duri al fianco) sostituito da Inzaghi, l'eroe di Portsmouth con quel gol in pieno recupero. Nel finale di tempo un altro episodio potrebbe cambiare la storia della partita a favore dei rossoneri: Ronaldinho tira un'altra magistrale punizione dal limite ma, questa volta, il pallone scheggia la traversa e finisce alto. In pratica il Palermo ha giocato molto meglio ma, incredibilmente, è stato il Milan ad andare più vicino al gol del vantaggio.
La ripresa si apre in modo choccante: proprio quando si sperava che il Palermo avesse speso troppo nel primo tempo, giocando a ritmo impressionante e che potesse pagare dazio nella ripresa, arriva il gol segnato dalla "bestia nera" del Milan, Miccoli, che salta Zambrotta lasciandolo sul posto e scaglia un missile verso l'angolino basso sul quale Abbiati non può fare nulla. Favorita in delirio e Ancelotti corre ai ripari cercando di rivitalizzare una quadra spenta con l'ingresso di Shevchenko e Emerson al posto di Ambrosini e Flamini. La mossa non ha effeti pratici, nè sul gioco, nè tantomeno sul risultato, visto che è il Palermo a raddoppiare, con un colpo di testa di Cavani che raccoglie un cross di Liverani, sovrasta Maldini e insacca alle spalle di Abbiati. Il Milan è scosso, cerca di reagire, ma si rende pericoloso solo con una punizione insidiosa di Pirlo che Amelia devia, mentra dall'altra parte si scatena Simplicio, che prima tenta un tiro che Abbiati para, poi, in piena area, completamente dimenticato dalla difesa rossonera, raccoglie un cross di Balzaretti e di testa fa secco Abbiati. A questo punto il Milan dovrebbe essere davvero annientato e al tappeto e, invece, gioca lo spezzone più bello della sua indecorosa partita, gettandosi all'assalto, generoso ma tardivo: Ronaldinho mostra grande orgoglio, conquistandosi un rigore con un'accelerazione da "vecchi tempi" e grande personalità, andando sul dischetto nonostante l'errore del primo tempo e vincendo, questa volta, il duello con Amelia. Il portiere rosanero, però, torna insuperabile sui tiri in rapida successione di Zambrotta, Seedorf e Pirlo, che avrebbero potuto clamorosamente riaprire la partita e rendere elettrizzante il finale.
Il Milan perde ed è giusto così, perchè per lunghi tratti della partita è sembrato allo sbando e completamente incapace di contrastare gli scatenati uomini di Ballardini. L'alibi della stanchezza non regge e, anzi, viene da chiedersi sia perchè il Milan abbia giocato da Milan solo negli ultimi dieci minuti, a partita ormai compromessa, sia cosa sarebbe potuto succedere se i rossoneri avessere giocato con quella veemenza fin dal primo minuto. Non penso che gli uomini di Ancelotti abbiano snobbato una partita che, dopo la vittoria dell'Inter contro il Napoli nel pomeriggio, era diventata importantissima, per non dire fondamentale, però sembra proprio che si riproponga il difetto di motivazioni tante volte palesato nella scorsa stagione, ovvero un certo inconscio scarso impegno nelle partite meno prestigiose con il tardivo e inutile tentativo di "chiudere la stalla quando i buoi sono scappati", ovvero reagire quando il risultato è ormai compromesso. La scorsa stagione c'era almeno l'attenuante che gli obiettivi erano altri (Mondiale per club e Champions League), ora c'è solo l'aggravente che lo scudetto è (o dobbiamo dire era?) l'obiettivo principale della stagione, ma non si può certo conquistare a suon di prestazioni vergognose e risultati deprimenti come questo di Palermo. Con una difesa che fa acqua da tutte le parti, con un centrocampo lento e prevedibile nella costruzione del gioco e molle in fase di interdizione, con attaccanti leggeri e di poco peso è difficile essere vincenti e tantomeno convincenti. I rientri di Kakà, Gattuso e Borriello e il recupero del miglior Pirlo (disastroso a Palermo, lancio per Pato a parte) potrebbero consentire al Milan di riprendersi e migliorare (anche perchè peggiorare è francamante difficile...), ma è chiaro che i difetti mostrati alla Favorita sono gli stessi della scorsa stagione, quelli che ci avevano fatto preoccupare e che speravamo la società risolvesse in estate con acquisti numerosi e mirati in ogni reparto; la strategia sul mercato, invece, è stata ben diversa, come tutti sappiamo, puntando a rinforzare solo l'attacco ma senza un valido sostituto per Borriello (unica punta di peso e forte fisicamente) e ora i problemi si stanno drammaticamente riproponendo, dando momentaneamente ragione a chi li aveva fatti notare in estate. Ora sta alla squadra far cambiare idea ai pessimisti con prestazioni convincenti e risultati positivi; una serata storta e una sconfitta dopo sedici risultati utili consecutivi ci può stare e non bisogna fare drammi, ma da troppo tempo il Milan sta giocando male e al di sotto delle sue immense possibilità e il mal di trasferta, invece di guarire, peggiora e ciò rischia di rendere lo scudetto non più un obiettivo reale, ma solo un sogno irrealizzabile.


