IL MILAN BUTTA VIA ALTRI DUE PUNTI
Davide Bin
Il tifoso milanista ormai lo sa, ma non per questo riesce a farsene una ragione: per la squadra di Ancelotti è più insidiosa una sfida casalinga contro l'ultima in classifica piuttosto che un derby e i timori alla vigilia della gara contro la Reggina si sono puntualmente trasformati in realtà, visto che i rossoneri si sono fatti imporre il pareggio dai calabresi e hanno buttato via altri due punti preziosi, con l'aggravante di sapere fin dall'inizio che l'Inter aveva vinto a Lecce e un successo contro la Reggina sarebbe stato ancor più importante per mantenere invariato il distacco di sei punti alla vigilia del derby. Invece ora il Milan è tornato a otto punti di distanza dai cugini e la stracittadina di domenica prossima assume i contorni dell'ultima spiaggia, dell'appuntamento da non fallire assolutamente. Colpa di una prestazione non del tutto convincente, della cronica incapacità di scardinare le difese chiuse, delle amnesie difensive e anche di un arbitro che ha annullato inspiegabilmente il gol di Seedorf e ha gestito male la sfida ammonendo poco e lasciando correre molti falli, al punto che la gara si è incattivita e molti giocatori si sono innervositi; questo ha favorito la Reggina, così come il campo pesante e insidioso, ma con questo non voglio sminuire i meriti di una squadra che ha lottato con le armi a sua disposizione, cioè si è chiusa, ha fatto catenaccio, ha avuto un atteggiamento ostruzionistico tipico della squadre in lotta per salvarsi, ma ha saputo anche essere pericolosa in avanti, sia in occasione del gol, sia quando Corradi ci ha fatto prendere uno spavento, sfiorando al 95° il gol della clamorosa vittoria. Così la serata grigia e piovosa è diventata nera e triste, anche perchè vedere Kakà uscire zoppicante a otto giorni dal derby ha ulteriormente depresso gli animi dei tifosi rossoneri, anche se dai primi accertamenti sembrano non esserci grossi problemi (ma la diagnosi non può essere precisa e perfetta e servono altri controlli per stare davvero tranquilli). Insomma una serata da dimenticare in fretta, concentrandoci subito sul derby, assolutamente da vincere ora più di prima se non si vuole dire definitivamente addio a qualunque speranza di scudetto.
Ancelotti concede nuovamente una maglia da titolare a Ronaldinho dopo quattro panchine conscutive; è lui la novità più gustosa nel Milan anti-Reggina, mentre le altre variazioni rispetto alla partita di Roma contro la Lazio sono Flamini al posto dello squalificato Pirlo e Maldini che rientra dopo il turno di squalifica e rispedisce in panchina Senderos; a proposito di panchina, il mister concede un turno di riposo a Seedorf mentre gioca regolarmente Ambrosini, oltre, ovviamente, all'ormai indispensabile Beckham. La curiosità è quella di vedere come si schiererà la squadra in campo, visto che alla vigilia Ancelotti ha parlato di schieramento "a pentagono" con un "trecante" (Ronaldinho); una semplice battuta o una reale novità tattica?
A San Siro piove e il campo è molto pesante; purtroppo non c'è il pubblico delle grandi occasioni, sia per le avverse condizioni atmosferiche, sia per lo scarso richiamo di una partita che molti, a torto, considerano facile e scontata, visto che si gioca contro l'ultima in classifica, reduce, però, da un buon pareggio contro la Roma. La curva incita e sostiene tutti i giocatori fin dal momento del riscaldamento, perchè questa è una fase importante, forse decisiva del campionato; purtroppo da Lecce arrivano notizie negative: l'Inter, già in vantaggio prima di mettere piede a San Siro, segna altri due gol e stravince quando siamo già sugli spalti, quindi svanisce il sogno di recuperare punti in classifica e c'è, anzi, l'esigenza di mantenere il distacco invariato.
La squadra lo sa e inizia la partita premendo sull'acceleratore, anche se spesso c'è troppa frenesia; Flamini prova a fare il vice-Pirlo in tutti i sensi e si esibisce in un bel tiro dalla distanza, violento e centrale, che costringe alla respinta Campagnolo. La Reggina è chiusa e ordinata, ma non disdegna qualche ripartenza in contropiede e in una di queste, favorita da una palla banalmente persa da Maldini, Di Gennaro costringe Bonera al fallo da ammonizione e si tratta di un giallo pesante per il diffidato difensore rossonero, che salterà il derby. Non riuscendo a sfondare il fortino reggino, il Milan ci prova con i calci da fermo: Beckham vuole replicare la splendida punizione-gol tirata contro il Genoa, ma la testa di un difensore devia in angolo il pallone destinato ancora una volta all'angolino. Purtroppo la difesa rossonera mostra ancora una volta tutti i suoi limiti e lascia troppo spazio agli attaccanti reggini: in una sola azione la retroguardia del Milan concede un tiro insidioso respinto da Abbiati, non riesce a rilanciare l'azione, permette a Cozza di smistare sulla destra, lascia lo spazio per un facile cross, consente a Corradi di stoppare la palla in piena area per l'accorrente Di Gennaro, che evita la blanda e tardiva marcatura di Beckham e trafigge Abbiati con un bel tiro. Gol inevitabile dopo un'autentica sagra degli errori difensivi e si tratta del classico gol dell'ex, perchè Di Gennaro è un prodotto del vivaio rossonero. Il Milan, sospinto dall'urlo della Sud, prova a reagire, trascinato da Ronaldinho che si inventa un'azione da vecchi tempi: parte caracollando da metà campo, si trascina dietro mezza difesa reggina, sbilancia tre difensori in un colpo solo con una finta e tenta il tiro piazzato di destro sul palo lontano che esce di pochissimo. Applausi per Dinho ma il Milan rimane sotto e si va al riposo così, anche perchè l'arbitro non vede o non vuole sanzionare una strattonata in area ai danni di Ambrosini; il centrocampista si infuria e si rivolge minaccioso al direttore di gara anche al momento del ritorno negli spogliatoi alla fine del primo tempo.
Nell'intervallo si scalda Seedorf e tutti pensano ad una sostituzione già in avvio di ripresa, ma Ancelotti manda in campo la stessa formazione; ci si aspetta un avvio veemente dei rossoneri e, invece, la prima occasione è un tiro pericoloso dello scatenato Di Gennaro che sfiora il palo. Dopo qualche minuto ecco l'ingresso di Seedorf e, vista la situazione di svantaggio, il sacrificato è Ambrosini, anche se la scelta fa stortare un po' il naso sugli spalti, perchè Ambro è l'unico abile e forte di testa in una squadra che ora può contare su un costante rifornimento di cross dalla destra (Beckham e il suo piede magico) ma non ha l'ariete in grado di sfruttarli e proprio per questo sta soffrendo le pene dell'inferno per raddrizzare una partita molto difficile. Una combinazione brasiliana Ronaldinho-Pato-Kakà porta quest ultimo davanti a Campagnolo; il cucchiaio di Ricky manda il pallone a sbattere sul palo, Seedorf si catapulta sul pallone, vince il rimpallo con un difensore e deposita in rete, ma l'urlo del gol viene ricacciato in gola dall'arbitro che annulla per un fallo di mano chiaramente involontario dell'olandese. Il pubblico manifesta tutto il suo disappunto fischiando e insultando l'arbitro, poi si placa per tributare l'applauso sia a Ronaldinho che esce, sia a Inzaghi che entra. Se non altro la sostituzione porta fortuna, visto che di lì a poco il Milan pareggia: Pato sfrutta gli spazi sulla sinistra, più ampi dopo l'uscita di Ronaldinho, accelera, entra in area e viene steso; rigore ineccepibile che Kakà trasforma spiazzando il portiere e finalmente si può esultare; un veloce sguardo all'orologio fa capire che c'è ancora tempo per vincere la partita, visto che anche un pareggio servirebbe a poco. Si scatena Beckham che sforna tre cross deliziosi: sul primo Inzaghi in torsione sfiora il gol; il secondo vorrebbe essere un assist per lo stesso Pippo ma si trasforma in un insidioso tiro che sfila non lontano dal secondo palo; sul terzo Pato è sciagurato e sbaglia grossolanamente un tiro da favorevole posizione. Siamo già nel finale di partita e nel frattempo Kakà è uscito zoppicante, sostituito da Antonini, con Jankulovski spostato sulla linea dei centrocampisti. Ormai la squadra è stanca, la Reggina moltiplica le forze, si difende con ordine e usa tutti gli stratagemmi possibili per perdere tempo; l'arbitro concede un robusto recupero ma il Milan non riesce a sfruttarlo, anzi è Corradi a farci correre un brivido lungo la schiena, saltando Bonera e mirando il secondo palo con un tiro a giro che esce di pochissimo; è il 95° e il Milan si arrende, così come il suo pubblico che esce da San Siro a capo chino e con la sgradevole sensazione di aver buttato via altri due punti molto importanti.
Il Milan ha mostrato una buona condizione atletica ma non è riuscito nell'intento di sfondare il muro reggino; l'assalto è stato continuo e a tratti anche spettacolare, l'impegno non è mancato, la qualità neppure, ma evidentemente questa squadra ha dei limiti strutturali e di gioco: si potrebbe parlare di maledizione delle ultime, che riescono sempre a strappare punti ai rossoneri, ma più realisticamente è meglio far notare che quando manca lo stoccatore forte nel gioco aereo è difficile impensierire le difese chiuse e arroccate e anche gli splendidi cross di Beckham servono a poco, così come i colpi di classe, ma fini a se stessi, dei tanti giocolieri offensivi; questione di sfortuna, perchè Borriello è tormentato dagli infortuni, ma anche una lacuna nella rosa, perchè di giocatori con queste caratteristiche ne servirebbero almeno due, visto che, appunto, infortuni e squalifiche sono sempre in agguato nel corso di una stagione lunga e intensa. Ora siamo qui con il morale sotto i tacchi in un periodo altalenanate in cui il Milan ha invertito la tendenza rispetto al passato: prima la squadra volava in casa e stentava in trasferta, ora vince lontano da San Siro ma i due successi consecutivi a Bologna e Roma sono stati vanificati dai due 1-1 casalinghi contro Genoa e Reggina e se il pareggio contro i liguri ci poteva anche stare, vista la classifica dei rossoblu, questo è molto più deludente, anche perchè ricaccia i rossoneri a -8 e rende più difficile e tribolata la settimana che porta verso un derby che poteva essere una vera sfida scudetto mentre ora va vinto assolutamente solo per tenere vive le speranze di scudetto che tornano ad essere flebili dopo l'impennata positiva di settimana scorsa. Siamo entrati a San Siro speranzosi ed entusiasti, perchè questo Milan sembrava davvero sulla buona strada, siamo usciti delusi e depressi, perchè abbiamo capito che ci sono ancora molti problemi da risolvere per essere competitivi e vincenti in una competizione come il campionato in cui serve continuità e cinismo ed è necessario essere spietati anche e soprattutto contro le piccole, mentre questo Milan ha gettato via due punti contro la Reggina così come aveva fatto a Cagliari, Lecce e Torino, oppure in casa contro il Bologna. La Reggina non ha rubato niente ma il Milan avrebbe potuto e dovuto vincere e, invece, ancora una volta resta tanto amaro in bocca ma c'è già anche tanta voglia di riscatto e in questo senso il derby giunge al momento giusto.


