Il nuovo corso di Pato. Ecco l'esempio per diventare fenomeno
Pietro Mazzara
Storia di un campione in erba che, per vari motivi, tarda ad esplodere. Il campione in questione è Alexandre Pato da Pato Branco, stella non del tutto splendente dell’attacco milanista. La punta brasiliana, dopo la terza panchina consecutiva, ha sfogato tutta la sua rabbia dopo il gol che ha regalato la vittoria al Milan nell’ostico campo del Chievo Verona e a Massimiliano Allegri il suo centesimo successo tra i professionisti nel giorno, neanche a farlo apposta, dell’anniversario dei 25 anni di presidenza Berlusconi. Inoltre, il gol messo a segno contro i clivensi è stato il suo decimo centro stagionale in campionato, il sesto da inizio 2011, niente male per uno che ha fatto più volte la spola tra l’infermeria e la palestra di Milanello che kilometri in campo. Dopo il successo, Allegri ha concesso alla squadra due giorni di riposo ma lui, il Papero, nella giornata di martedì, si è presentato ai cancelli di Milanello alle ore 09:45 per sostenere una seduta, personalizzata e del tutto imprevista, d’allenamento durata ben due ore.
Un segnale molto forte questo da parte del numero sette rossonero, un gesto di maturità che va interpretato come un modo per cambiare la sua storia recente e per spiccare il volo verso la strada che porta all’Olimpo dei fuoriclasse, quell’Olimpo che prima di lui, in maglia rossonera, era stato raggiunto dal giocatore più forte che abbia vestito la casacca del Diavolo nell’ultimo decennio, ovvero Ricardo Kakà. Proprio l’ex 22 potrebbe rappresentare il giusto esempio, a livello di maturità calcistica, per Pato perché il tifo rossonero rivede nel 21enne ex Internacional di Porto Alegre il campione che potrà, negli anni futuri, trascinare la squadra verso i grandi successi che sono sempre stati la linfa vitale del club di via Turati. Allegri però, dovrà dimostrare di credere in lui in maniera incondizionata e siamo sicuri che le tre panchine rifilategli nelle ultime tre gare ufficiali, siano servite da sprone al suo giocatore che, come a Bari, ha reagito alla grande, segnando il gol decisivo ed esultando in maniera rabbiosa. Una cessione dell’attaccante non è nemmeno da prendere in considerazione perché ha il pedigree per essere il leader ed il trascinatore del Milan del futuro.


