Milan-Napoli vale lo scudetto. Adesso è il momento di fare gruppo
Luca Serafini
Né balle, né frasi del tipo: “Il Milan ha 2 risultati su 3”. Milan-Napoli è un bivio-scudetto, fondamentale. Per entrambe. Ma i rossoneri sono in testa da quasi 4 mesi, non c’è nessun dubbio che perdere questo scudetto sarebbe una beffa ed è un’impresa – quella di non conquistarlo –che può riuscire soltanto agli uomini di Allegri. La campagna acquisti sontuosa d’estate con i colpi importanti di gennaio non lasciano alibi: il Napoli ha una rosa di 14-15 titolari in buona parte nemmeno lontanamente paragonabili a quelli del Milan. Il che sulla distanza dei 90’ potrebbe anche non contare, ma su una corsa di 38 partite non ammette fallimenti. Il recupero di Boateng è un toccasana per un assetto che manca tremendamente, in assenza di Ambrosini, Pirlo, Seedorf riserva e del miglior Flamini, di un incursore, di uno che sappia cambiare fronte e passo nel gioco del Milan.
Apriamo una parentesi: com’è stupida l’analisi secondo cui il Milan ha perso in casa con la 4a della Premier, l’Inter con il Bayern lontanissimo dalla vetta in Bundesliga, la Roma contro un’avversaria facile. Significa non conoscere il calcio e quindi riconoscere il valore non solo degli avversari, ma anche della competizione stessa , la coppa internazionale più ambita. Significa liquidare la questione con la solita superficialità e arroganza che arriva anche a far dire: il calcio italiano è in crisi.
Dimenticando che negli ultimi 10 anni, 4 volte una squadra italiana è arrivata in finale (in un caso erano due e 3 in semifinale), 3 volte l’ha vinta e 2 volte ha vinto il Mondiale per club (il Milan è stata la prima squadra europea dalla trasformazione della vecchia Intercontinentale). La Nazionale azzurra ha vinto il Mondiale nel 2006. Una squadra italiana è campione d’Europa e del mondo in carica.
Tornando alle questioni autarchiche, il Milan in casa ha battuto solo il Palermo tra le prime in classifica (Roma, Lazio, Udinese hanno preso 5 punti su 9 e il Milan solo 2), ma ha un vantaggio enorme proprio contro la 2a e la 3a avendo vinto all’andata sui loro campi: significa avere un punto in più in classifica, di fatto, 4 sul Napoli e 6 sull’Inter in caso di arrivo alla pari. Dilapidare tutto questo sarebbe imperdonabile.
A questo scopo, Allegri sta incominciando a mettere da parte l’intransigenza che ne ha contraddistinta sin qui la gestione: i recuperi di Oddo e Pato sono un primo segnale importante, ma non spiega l’accantonamento di Emanuelson dopo due sole apparizioni. Cassano è stato sin qui importante per qualche lampo, in questo momento Pato sembra stare meglio e avere più gamba, oltre che più determinazione – forse semplicemente convinzione nei suoi mezzi e nel suo stato fisico attuale –, dunque si fa preferire al barese. Anche da Van Bommel è lecito attendersi un salto di qualità, o quantomeno nella quantità. Se Allegri chiede, esige, è il momento che tutti rispondano.


