Binho-Hamisk: fantasia al potere
Vincenzo Vasta
Nonostante le caratteristiche parzialmente diverse e la posizione in campo non coincidente, Marek Hamsik e Robson De Souza Robinho rappresentano due giocatori tatticamente fondamentali per le rispettive squadre. Il primo, come ormai noto, giocherà da punta esterna, il secondo invece, pur non essendo un trequartista naturale giocherà dietro al duo Ibra-Pato. I due “fantasisti” dicevamo, rivestono un’assoluta importanza negli scacchieri tattici, perché hanno il compito di allargare e tagliare le difese avversarie, creando spazi per le punte. Non solo lavoro offensivo per i due, visto che gli stessi sono richiamati spesso ad un lavoro di copertura ai centrocampisti. Tanta qualità dunque, dimostrata dai dieci gol del brasiliano e dalle otto reti realizzate dallo slovacco, ma anche buon sacrificio ed opportuna quantità. Entrambi sono entrati perfettamente nei meccanismi imposti dai propri allenatori.
L’idolo del “San Paolo”, pur giocando da diversi anni con la maglia azzurra, ha ritrovato in Mazzarri un allenatore molto capace che riesce a sfruttare al massimo le sue caratteristiche ed in particolare la sua capacità di inserimento. Per il brasiliano invece, le cose sono completamente diverse. Il numero 70 rossonero, arrivato in sordina quest’estate, ha convinto anche i più scettici grazie alla sua immensa propensione al sacrifico e soprattutto alla sua duttilità. Binho infatti, nasce come seconda punta, ma Massiliano Allegri, in piena emergenza, lo ha provato come trequartista e da quella posizione non si è praticamente più mosso, risultando spesso decisivo. I destini delle due compagini, che lunedì si giocheranno una buona fetta dello scudetto, dipendono anche dalle loro giocate.


