La goleada dell'Udinese fa paura al Milan: ma c'è un lieto fine
Antonio Vitiello
A volte il calcio regala strani corsi e ricorsi. Coincidenze? Cabala? Scaramanzia? Oppure "ogni partita è una storia a sé". A fare la differenza sono sicuramente il tifo e i tifosi: insomma dipende sempre dalla prospettiva da cui si guarda la parte rotolare. Detto questo, per trovare un precedente del vantaggio (larghissimo) dell'Udinese fuori casa a Palermo (0-5 alla fine della prima frazione di gioco, che ha di fatto messo un'ipoteca sullo 0-7) bisogna riavvolgere il nastro della storia del nostro campionato indietro di oltre cinquant'anni.
Stagione 1956-1957. E qui siamo alla prima coincidenza. La partita incriminata è Milan-Napoli. Non era così importante come il big match in programma domani sera a San Siro, eppure i tifosi partenopei non possono dimenticarla così facilmente. È il 7 ottobre 1956: quarta giornata di campionato. Il Milan viene da un avvio esaltante: con tre vittorie consecutive. Al Napoli, però, basta mezz'ora di gioco per mettere in congelatore il risultato. Segna prima Posio (al 9°), poi Pesaola (al 19°), Vinicio (al 26°) e ancora Pesaola (al 31°). Ma non finisce qui, ci pensa ancora Luis Vinicio al 42° a rendere quasi inutile il secondo tempo e a far abbandonare anzitempo gli spalti dello stadio a molti tifosi. Così quando l'arbitro manda le squadre negli spogliatoi per l'intervallo, il risultato è un "clamoroso al Meazza" 0-5 per il Napoli.
Nell'intervallo, lo "sceriffo" Gipo Viani appena arrivato nella prima delle nove stagioni consecutive (due da allenatore e sette da direttore tecnico) aver detto qualcosa ai suoi. I rossoneri nel secondo tempo provano la rimonta: doppietta di Juan Alberto Schiaffino (60° su rigore e 86°) e del centravanti Carlo Galli (90°), per cui quella partita segna di fatto un addio al ruolo di titolare a favore del giovane primavera Gastone Bean. Il Milan si ferma però a tre reti. Il risultato finale è 3-5. Persa la battaglia, ma non la guerra. La lezione con il Napoli servirà agli uomini dello "sceriffo". Nonostante lo stop successivo a Padova (allenato da Nereo Rocco), il Milan vince lo scudetto e conquista il suo sesto titolo. In quella squadra giocava gente che, ai titoli italiani e internazionali, ci aveva o ci avrebbe fatto l'abitudine in campo, come in pachina: Cesare Maldini, Gigi Radice, Osvaldo Bagnoli oltre al "barone" Nils Liedholm che, quell'anno, Viani fece esordire nel ruolo di libero. Per il Napoli, invece, la stagione si concluse all'undicesimo posto.


